Immaginatevi di vivere per anni nella stessa casa con i vostri oggetti, cianfrusaglie varie e cose mai spostate, fanno parte integrante del vostro mondo. Poi un giorno vi girate verso il muro tra il salone e la cucina e osservate con più attenzione quell’anonimo quadretto annerito che da sempre è stato li. Per curiosità vi recate alla casa d’asta Actéon e scoprire che quel vecchio pezzo d’antiquariato della vostra casetta è una tavola dipinta nientemeno che da Cimabue, al secolo Cenni di Pepo (1240-1302), il maggiore pittore italiano prima dell’avvento di Giotto, di cui fu maestro. Il quadro era appeso in casa di un’anziana signora di Compiegne, del nord della Francia, un capolavoro del valore di 6 milioni di euro. “Non ci sono dubbi sull’autenticità”, hanno assicurato gli esperti della Maison Turquin che l’hanno analizzato.

Il titolo dell’opera è il “Cristo deriso”, una tavola dalle piccole dimensioni, 25,8 cm su 20,3 cm, dipinta a tempera a uovo su fondo dorato, conservata in modo eccellente. Fa parte di un ciclo di dipinti del 13 secolo, in particolare, secondo il laboratorio di periti, il quadro ritrovato è un probabile elemento di un dittico del 1280, nel quale erano rappresentate, su otto pannelli di simili dimensioni, alcune scene della Passione di Cristo.

Fino ad oggi, di questi pannelli, se ne conoscevano due: “La Flagellazione” della Frick Collection di New York, e la “Maestà con due angeli”, conservata alla National Gallery di Londra.

Secondo il Corriere, l’ultima apparizione ufficiale in asta per un’opera di Cimabue risale infatti all’ormai lontano 2000, da Sotheby’s, dove era stata annunciata la vendita di un’altra piccola tavola di legno “una Madonna in trono con il Bambino”, 25,7 per 20,5 centimetri, che era poi passata direttamente attraverso una trattativa privata dallo sconosciuto proprietario alla National Gallery di Londra, dove è attualmente conservata.

Nel caso foste interessati, il quadro sarà messo all’asta il 27 ottobre a Senlis.