Il 20 gennaio in Cina si è celebrato il Capodanno un evento che porta sempre con sé una serie di festeggiamenti. Questi festeggiamenti da qualche tempo superano i confini cinesi e contaminano anche in altri Paesi. Quando si tratta di contaminazione, accoglienza e apertura Napoli è tra le città in prima fila.
Delle diverse migliorie culturali che hanno riguardato la città il MANN si è distinto negli ultimi anni per un’apertura maggiore alla città ma anche al mondo, diventando uno dei musei più dinamici della città. Nell’atrio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, infatti, per i visitatori c’è una graditissima e sorprendente news: fino al 10 febbraio saranno esposte per la prima volta quattro piccole e preziose statuette in bronzo che raffigurano topi.
Non è una scelta casuale quella del topo dal momento che il nuovo anno cinese sarà segnato proprio da questo segno zodiacale.

Particolari le caratteristiche delle opere, che sono custodite nei depositi del Museo e non sono state mai viste dal pubblico: due statuine provengono dall’area vesuviana e risalgono al I sec. d.C.; le altre due, appartenenti al nucleo della Collezione Borgia, mantengono una dubbia datazione, pur essendo verosimilmente coeve alle omologhe presentate in mostra.

Evidente il legame ideale con il 2020, Anno del Topo, cui si brinderà nel Paese del Dragone: se in Cina i roditori sono simbolo di furbizia, nell’antica Roma i topi erano spesso riprodotti come figure ornamentali, abbinate a lucerne, schiaccianoci, vasellame ed altri utensili. Un richiamo alla quotidianità, dunque, confermato dalla posizione di uno degli animaletti rappresentati nelle statuine del MANN: il topolino, infatti, è scolpito proprio nell’atto di rosicchiare una noce o del formaggio.

Paolo Giulierini, direttore del Museo, conferma l’apertura del MANN all’oriente. Non è la prima volta che si festeggia il Capodanno cinese e l’iniziativa, ha affermato Giulierini, è volta a mantenere il dialogo con la comunità ma prestando anche attenzione al turismo che viene da Oriente. Dal 2018, infatti, si è aperto un canale importante verso la Cina, con mostre itineranti dedicate a Pompei, che nelle principali città hanno richiamato milioni di visitatori e ospitando qui al Mann i Tesori dell’antico Sichuan, così come oggi artisti cinesi contemporanei.

Lo scorso 24 gennaio c’è stata una cerimonia di apertura delle festività, organizzata a Piazza del Gesù dall’Associazione “Ciao Cina” in rete con il Comune di Napoli, L’Università degli Studi “L’Orientale” e l’Istituto Confucio. Sul palco anche il Direttore del MANN che ha portato il suo messaggio augurale.
L’evento ha visto la partecipazione attiva non solo della comunità cinese ma anche di quella napoletana tra musica e intrattenimento riempiendo la storica Piazza del Gesù  con un clima di festa che in realtà non ha mai lasciato la città partenopea, sempre con un forte afflusso turistico.

Attualmente al MANN c’è un focus dedicato al Paese del Dragone con l’exhibit “Il contemporaneo per l’archeologia: artisti cinesi al MANN”.

INFO:
MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Fino al 10 febbraio