Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ha annunciato che metterà, per iniziare, 10 miliardi di dollari nel fondo Bezos Earth Fund, l’8% del suo patrimonio, sovvenzionando ricercatori, attivisti e Ong con borse di studio a favore del Climate Change, insomma nella lotta al cambiamento climatico. Secondo The Verge l’iniziativa non sosterrà progetti di aziende private, ma sarà votata interamente a donazioni benefiche, l’assegnazione delle borse di studio per finanziare progetti ambientali prenderà il via in estate.

Lo annuncia con un post su Instagram: «Il cambiamento climatico è la più grande minaccia per il nostro pianeta. Possiamo salvare la Terra, servirà un’azione collettiva di grandi e piccole aziende, Stati, organizzazioni globali e individui» e conclude «La Terra è la cosa che tutti noi abbiamo in comune. Proteggiamola insieme».

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Today, I’m thrilled to announce I am launching the Bezos Earth Fund.⁣⁣⁣ ⁣⁣⁣ Climate change is the biggest threat to our planet. I want to work alongside others both to amplify known ways and to explore new ways of fighting the devastating impact of climate change on this planet we all share. This global initiative will fund scientists, activists, NGOs — any effort that offers a real possibility to help preserve and protect the natural world. We can save Earth. It’s going to take collective action from big companies, small companies, nation states, global organizations, and individuals. ⁣⁣⁣ ⁣⁣⁣ I’m committing $10 billion to start and will begin issuing grants this summer. Earth is the one thing we all have in common — let’s protect it, together.⁣⁣⁣ ⁣⁣⁣ – Jeff

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Dici poco? Sì, hanno detto proprio così, sono state moltissime le polemiche che si sono susseguite dall’uscita di questa notizia, i punti cardine sono che Amazon è un grande produttore di gas serra e viene spesso criticata per il trattamento disumano dei suoi lavoratori, tutte verità indiscutibili, l’azienda infatti ha costruito una rete logistica di trasporti stradali per garantire consegne in tempi record, sono responsabili delle maggiori emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera; secondo la piattaforma online «Climate Watch», i 44,4 milioni di tonnellate di CO2 equivalente prodotta ogni anno da Amazon rappresentano poco più del 10% delle emissioni annue totali della Francia. Se vogliamo dirla tutta Amazon ha fatto molto discutere per la difficile situazione dei lavoratori in tutto il mondo, che hanno sopportato condizioni di lavoro disumane per soddisfare le esigenze di vendita al dettaglio e una riduzione dei costi. Queste sono tutte cose inaccettabili, nessuno può negarlo, la questione va gestita e subito.

Insomma il signor Bezos non è di certo un santo e non ha costruito il suo impero senza “sporcarsi le mani”, nessuno ha intenzione di togliergli alcuna colpa, ma questo non cambia il fatto che ha comunque messo sul tavolo 10 miliardi di dollari a favore della lotta al cambiamento climatico.

Vogliamo dire che era meglio non lo facesse?
Perché dalle polemiche emerse sembra quasi si dica che l’ipocrisia del suo gesto, rispetto al suo modo di condurre gli affari, lo debba far pentire della sua scelta.

Io invece, essendo un essere umano che vive ancora sul pianeta terra, prenderei questi primi 10 miliardi e li porterei a casa, la nostra casa, la nostra casa terra e lo vedrei come un primo passo positivo per farne uscire qualcosa di buono.

Non credo che sia scesa sulla testa si Bezos la redenzione e da domani cambierà il modo di gestire la sua impresa, che poi parliamoci chiaro, piace a tutti ricevere il pacchetto in 24h, quindi siamo tutti colpevoli, possiamo però provare ad apprezzare un gesto non obbligatorio, vorrei rispecificarlo NON OBBLIGATORIO, che questo “mostro cattivo” ha deciso di fare per il motivo giusto, proviamo a distinguere le cose, il Bezos mostro cattivo e il Bezos che c’ha messo del suo.

In un’altra occasione possiamo parlare dei casini che sta facendo sotto altri punti di vista, in questo specifico caso possiamo anche dire: ben fatto Jeff, magari continua cosi!