Dopo 60 anni di caccia alle balene finalmente i ricercatori hanno potuto osservare 55 balenottere azzurre nelle acque della Georgia del Sud, è la prima volta dagli anni ’80 che si registra un numero così elevato, dopo che la irresponsabile caccia ne aveva quasi segnato l’estinzione.

Questi giganti del mare, tra i più grandi mai comparsi sul pianeta, popolavano le acque del remoto arcipelago, che sorge nell’oceano Atlantico meridionale, con un numero incredibile, circa 240mila. In seguito alla caccia sconsiderata tra il XIX e l’inizio del XX secolo subirono un drastico declino con una spaventosa riduzione del 97%.

Praticamente da essere una delle specie più affascinanti e più avvistante, diventarono una vera a propria rarità, si calcola che dal 1866 furono catturate oltre 380mila balenottere e nel 1997 si aveva una stima di circa 2.280 esemplari.

Per fortuna nel 1966 la International whaling commission (Iwc) vietò la caccia a questi cetacei, nel 2018 una missione di ricerca aveva registrato solo 1 avvistamento e diverse conferme sonore della presenza della balenottera azzurra, ma quest’anno finalmente è arrivata la notizia dalla British antarctic aurvey (Bas) che in un recente monitoraggio durato ventitré giorni sono state avvistate 55 balenottere azzurre, una crescita che fa per sperare e soprattutto che appare esponenziale del ritorno di questi giganti del mare.

Questo dato è la testimonianza del ritorno di questa specie che, per le ragioni ci cui sopra, era stata classificata “in pericolo di estinzione” dalla Lista Rossa della Iucn, i ricercatori che hanno partecipato alla spedizione hanno affermato che “per una specie così rara, si tratta di un numero di avvistamenti senza precedenti e suggerisce che le acque della Georgia del Sud siano ancora un’importante area di alimentazione estiva per questa specie rara e poco conosciuta”.

“Siamo passati da praticamente nulla, a cinquantacinque esemplari in un solo anno, è sorprendente”, ha commentato entusiasta alla Bbc Trevor Branch, esperto di cetacei dell’università di Washington.

Il dott. Jennifer Jackson, un biologo esperto di balene presso il BAS, ha raccontato che la sua squadra era “elettrizzata” dall’avvistamento di così tante balenottere blu, anche perché questo suggerisce che c’è ancora molto cibo disponibile per questi animali, ha poi continuato, “rispetto ad altri oceani del pianeta, l’Oceano Antartico è ancora relativamente incontaminato, quindi ha ancora la capacità di alimentare un gran numero di balene”.

Le balene che sono state oggetto del censimento da parte dei ricercatori sono di diverse specie sia visivamente che acusticamente, l’importanza di questi giganti è fondamentale perché la grande quantità di escrementi che producono alimentano la proliferazione del fitoplancton che fornisce metà dell’ossigeno presente sul pianeta Terra. Insomma le balene svolgono un ruolo fondamentale come agenti di prevenzione dei cambiamenti climatici.