Sfortunatamente ci troviamo nel pieno nel far west della disinformazione più totale su Facebook, districarsi tra notizie vere e fake news inizia a essere un vero lavoro, tanto che NewsGuard ha deciso di prendere in mano la situazione e scovare le 10 pagine che in questo periodo hanno condiviso e alimentato il diffondersi a macchia d’olio di disinformazione, spiegando anche perché queste notizie, invece di essere bloccate, continuano a rimbalzare tra una bacheca e l’altra.

Quello di cui parlano queste notizie è di cure miracolose contro il coronavirus con acqua e limone (in questo caso si potrebbe essere un po’ più lungimiranti come utenti), poi hanno diffuso notizie complottistiche sul Coronavirus che è stato creato in laboratorio dalla Cina e dall’OMS e ovviamente quella che va più in voga in questo momento, ovvero che sia stato il 5G la causa del virus. Queste alcune tra le più famose ma, sfortunatamente, la piattaforma di Zuckerberg è stracolma di informazioni fuorvianti o così dette fake news.

Ma come fanno queste notizie ad avere un così alto numero di condivisioni e avere una diffusione capillare?
Questo il lavoro che ha fatto NewsGuard, collettivo di giornalisti che si occupa di valutare l’affidabilità di siti di informazione in tutto il mondo, valutando le pagine e scovando quelle che definiscono «super-diffusori» di disinformazione, in apparenza sembrano dedicate alla moda, alla cucina, ai bambini, hanno un numero molto elevato di seguaci attivi, in genere intorno ai 75mila follower e seminano disinformazione fra una ricetta, una poesia, un capo di abbigliamento.

Tra i nomi che sono usciti dalla ricerche e sui quali è stata fatta un’indagine approfondita da Virginia Padovese e Kendrick McDonald, curatori dello studio, sono le pagine Nel cuore delle donne, Il Nettare dell’amore, La vita, Il pensiero folle di due sognatori. Soprattutto Il mondo di Nelly, Luxury Fashion e Semplicemente Charlie.

Ma come fanno a far diventare virali queste notizie?
Il numero di follower che hanno è straordinariamente alto, pensate per esempio che la pagina Semplicemente Charlie ha oltre due milioni di utenti e un numero spropositato di condivisioni, per fare un esempio RaiNews, fonte attendibile e certificata, ne ha solo 500mila con un numero di condivisioni molto inferiore.

Ma perché le persone si “fidano” di queste pagine? Spesso proprio per il fatto che riportano nomi insospettabili così da apparire innocue a un primo frettoloso sguardo, infatti la loro fortuna è dovuta proprio a mescolare i contenuti creando confusione dell’utente, proponendo meme simpatici, aforismi virali e foto di gattini o altri cuccioli adorabili intervallati da contenuti completamente fuorvianti e falsi. Inoltre questi 10 super-diffusori (che trovate qui raccontarti uno per uno) hanno in comune che i link condivisi arrivano prevalentemente da ViralMagazine.it e FanMagazine.it, siti definiti «rossi» da NewsGuard perché non rispettano i criteri fondamentali di credibilità e trasparenza, di cui non si conoscono nemmeno il proprietario o la sede.

NewsGuard ha cercato di contattare tutte queste pagine per chiedere spiegazioni ma soltanto Il nettare dell’amore ha risposto dicendo «ricambio solo la cortesia alle pagine che passano a prendere i miei link».

Una “falsa ingenuità” che ha portato a una reale diffusione dannosa di fake news, per esempio l’articolo che sostiene che limone e acqua calda possano sconfiggere il Covid-19 per ben 61 volte è stato riproposto dalle pagine con un numero di condivisioni altissimo. Sono invece 30 le pubblicazioni del pezzo dove si afferma falsamente che il Governo italiano avrebbe impedito di effettuare i test sui migranti. Per non parlare degli articoli deve si sostiene che il coronavirus sia stato creato dalla Cina, nascosto in un laboratorio di Wuhan con la complicità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e poi diffuso nel mondo.

tamponi migranti

Insomma verrebbe da chiedersi come mai non funzioni così bene il piano di Zuckerberg messo in piedi fin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus per intensificare i controlli, bloccare la diffusione di queste fake news e incentivare notizie provenienti da fonti ufficiali. Il problema è che la mole di informazioni da analizzare è potenzialmente infinita, i super-diffusori hanno imparato escamotage, come i nomi fuorvianti, in grado di bypassare i controlli, inoltre non dobbiamo sottovalutare come il mondo in cui viviamo dove figure istituzionali di primo piano trovano “interessante” l’ipotesi di usare forme di disinfettante per pulire il corpo dal virus. Se ai vertici abbiamo questo tipo di informazione diventa una strada alquanto in salita quella alla lotta contro la disinformazione e la condivisione frenetica senza una lettura approfondita.