Un nuovo appuntamento con i “tesori” che Villa Arconati-FAR che custodisce e che ancora pochi conoscono, ne abbiamo davvero visti tantissimi in questi mesi, oggi le porte della nostra piccola Versailles si aprono per scoprire il letto di Raffaello e le Camere delle Stagioni.

Quello di oggi è un autentico tesoro, che però purtroppo non si trova più nelle nobili sale: un bellissimo letto a baldacchino antico che arredava superbamente una camera da letto adiacente alla Sala della Caccia. Secondo uno studio del marchese Gerolamo D’Adda, apparso sulla rivista francese “La Gazette des Beaux Arts” nell’agosto del 1876, questo letto fu realizzato da Giovanni da Udine, allievo di Raffaello su un disegno di Raffaello stesso!
Il marchese, uomo d’arte e di lettere conosciuto nell’Ottocento per la sua erudizione, non deve avere avuto difficoltà a recarsi alla Villa, in quanto era il suocero di Maria Busca, sorella minore della contessa Luisa Sormani Busca, proprietaria del Castellazzo all’epoca.
Secondo il marchese D’Adda, Raffaello si ispirò alle grottesche del Vaticano per la superba decorazione del baldacchino, affidandone la realizzazione all’allievo Giovanni da Udine.

Nello studio si dice che il letto fu realizzato con un pregiato velluto e damasco blu (che nel corso degli anni virò al verde) e da delicatissimi fili di seta e oro che realizzarono una decorazione con grottesche e arabeschi: grifoni, chimere, uccelli e volute di fogliame. Al centro dello schienale e sui lati del letto si trova una figura alata, le cui membra inferiori si vanno a perdere negli arabeschi; le braccia aperte con i pugni chiusi tengono un velo in forma di ghirlanda. Ne completano la superba decorazione i ricami, realizzati con tinte tono su tono blu e dorature, veri capolavori di pittura.

La particolarità più spettacolare di questo letto, però, secondo il marchese D’Adda, era la struttura lignea che sosteneva il baldacchino, completamente ricoperta dal tessuto e quindi invisibile. Il baldacchino, dunque, sembrava fluttuare in aria, come per magia.

LE CAMERE DELLE STAGIONI
Il letto di Raffaello si trovava in una camera da letto adiacente alla Sala della Caccia e seguita da un’altra camera da letto con studiolo. Opposta alla Sala della Caccia, che era un salotto fumoir, si trovava un’altra camera da letto, ovvero la Sala dello Zodiaco. Tutti questi ambienti formavano l’appartamento del «quarto» di sud-est, la cui decorazione è caratterizzata da toni pastello alle pareti, stucchi a bassorilievo e dorature.

Quest’ala della Villa fu edificata tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento per il conte Giuseppe Maria Arconati, che ricordiamo fu definito antiquitatis illustrator, per l’amore per l’arte classica, che sembra proprio avere conferma anche in questi ambienti. La tematica ricorrente nella decorazione di queste stanze sembra essere quella legata alle Stagioni, modulata anche attraverso figure della mitologia classica.

La Primavera raffigurata sulla volta di una camera da letto del Quarto di sud-est

La prima camera dell’appartamento è la Sala dello Zodiaco, dove troviamo medaglioni che illustrano tutte e quattro le stagioni. Ci ritroviamo, poi, nella Sala della Caccia verosimilmente dedicata all’autunno. Proseguiamo, poi, nella Camera di Raffaello: qui troviamo sulla volta – decorata a stucco con dorature – un carro su cui è assisa una figura femminile alla quale un putto porge una canestra di frutta. La frutta si ritrova anche sui sovrapporta, decorati sempre con stucchi e dorature. Questa figura mitologica femminile potrebbe essere Cerere, la personificazione dell’Estate.

La camera da letto seguente, ovvero l’ultima dell’ala, è invece dedicata a Flora, la personificazione della Primavera, che tiene in mano una cornucopia piena di edera e fiori. Questa sala è una tra le più luminose della Villa, in quanto ha una doppia esposizione a est e a sud. Sul fondo della stanza, inoltre, si trova un piccolo studiolo, che veniva probabilmente utilizzato per la scrittura e la corrispondenza. Sui quattro angoli del soffitto a volta è decorato con stucchi dorati che raffigurano le Arti: la pittura, l’architettura, la scultura e la musica. Per la sua posizione e per la sua conformazione questa sala era di certo una delle più prestigiose della Villa e certamente veniva concessa agli Ospiti più illustri in visita.