Spillover cover libro

Perchè leggere un libro che tratta di malattie zoonotiche? E perchè proprio mentre una zoonosi ci ha tenuti intrappolati in casa per mesi? La seconda domanda risponde alla prima, leggendo Spillover possiamo capire realmente cosa sia successo, cosa potrebbe accadere e cosa accadrà in futuro, si può definire il libro che ha predetto la pandemia da Coronavirus.
Qualche anno fa, di ritorno da un viaggio in Africa, abbiamo fatto scalo in Etiopia di circa 6 ore. L’aeroporto di Addis Ababa è un luogo piacevole dove trascorrere il tempo, ci sono persino delle piccole botteghe dove comprare maschere e quant’altro a buon prezzo, cosa molto rara negli aeroporti. Ricordo che passammo almeno un’ora a spulciare tra le maschere in legno. Facemmo qualche capatina al bagno dove feci il mio primissimo incontro con una teiera da bagno. Queste piccole teiere sono utili per lavarsi. Erano circa 6, disposte in bell’ordine accando ai lavelli, in un piccolo bagno con 4 cubicoli. L’aeroporto Internazionale Addis Ababa Bole è progettato per ospitare 22 milioni di passeggeri ogni anno. Questi numeri non mi erano ben chiari allora, perciò non ci feci caso. Venne il momento di imbarcarci e salimmo sul nostro volo Ethiopian Airlines diretto a Roma e poi Milano. Giunti a Malpensa fummo trattenuti per circa un’ora per un’emergenza sanitaria. Una ragazza aveva la febbre alta e non potevano permetterci di uscire fino a che non avessero effettuato alcuni test. Ci rimettemmo a dormire e sbarcammo dopo un’ora. Dopo aver letto spillover non credo riuscirei più a dormire così placidamente.

David Quammen è un autore che non va per il sottile e già nel primo capitolo vi dipinge, senza fronzoli o addolcimenti inutili, la crudezza di Hendra, un virus zoonotico Australiano capace di tormentare l’uomo in modi devastanti, ma senza che il suo operato sia comprensibile. Il capitolo su Hendra è un banco di prova, superato quello vi sembrerà di procede in discesa, fino agli ultimi due capitoli per la cui esistenza mi trovo a sconsigliare questo libro a chiunque sia affetto da Ipocondria. Quammen, collaboratore del National Geographic e prolifico scrittore naturalista, vi conduce nei meandri delle nostre relazioni con la natura e gli animali tessendo la complessa mappa delle malattie zoonotiche che capirete essere molte più di quante crediamo. In questi mesi abbiamo per lungo tempo creduto che il coronavirus fosse spuntato fuori quasi dal nulla, che fosse una piaga divina, un prodotto di chissà quale laboratorio o una manovra economica. Il coronavirus responsabile dell’epidemia di Covid-19 non è nulla di tutto questo, è un virus che è riuscito a fare il salto di specie con una mutazione sufficientemente adeguata a vivere dentro di noi e a diffondersi a macchia d’olio. Non servono sofisticate teorie del complotto celeste o dei poteri forti per interpretare quanto sta accadendo nel mondo, basta semplicemente leggere questo libro e mettere insieme i pezzi.

coronavirus

Quammen vi porterà in Congo alla ricerca di Ebola, ve ne spiegherà la geografia e le ragioni di contagio e, infine, vi racconterà con rammarico del mistero teorico che ammanta la specie serbatoio che potremmo definire, in maniera molto profana, l’habitat naturale del virus. Se Ebola ha un nome che incute timore aspettate di proseguire ed incontrare la Febbre Q, la Sars, la Mers, la Malaria e i suoi vettori, l’Herpes B e tanti altre malattie che spesso ignoriamo. La scrittura di Quammen vi aiuterà laddove le spiegazioni cominceranno ad essere più complesse, permettendo la comprensione quasi totale anche ai profani. Chi scrive non aveva alcuna nozione sui virus ed ora è in grado di spiegare la differenza tra un virus a DNA e uno a RNA. Con queste nozioni capire il coronavirus di oggi, le influenze di domani e potenziali pandemie del futuro è più facile, ma non più semplice. Questo libro smantella qualunque accusa che provi a trovare un capro espiatorio e vi indica il vero colpevole, il nostro comportamento. Se il Coronavirus è qui oggi ed è così abile nel passare da un individuo e l’altro, la colpa è proprio dei nostri modelli di interazione con la natura. Quammen ci arriva per gradi, mostrandovi con passaggi più o meno crudi dove stanno gli errori e dove i trionfi.

Gli ultimi due capitoli sono ciò che, come anticipato, rende il libro difficile da dimenticare. Per contro sono i più importanti, quelli dove le carte in tavola cominciano a seguire un senso logico e la partita si apre davvero. Nel penultimo capitolo Quammen ci illustra la storia travagliata di una pandemia recente e tragica, di cui ci siamo dimenticati fin troppo facilmente. Viaggerete con lo sguardo incollato sulla pagina sino in Congo e in Camerun sulle tracce del momento esatto in cui HIV-1 e HIV-2 sono riusciti a fare il salto di specie, impregnando il sangue umano di questo lento virus a DNA capace di scatenare AIDS. Dopo aver letto, compreso e, nel caso in cui negli anni ’80 foste già più grandi, ricordato, Quammen vi attende per le conclusioni. Nel libro cita spesso quello che gli scienziati definiscono il Big One, il virus che sarà responsabile della prossima pandemia. Grazie ai colloqui con Greg Dwyer, uno spiecialista di ecologia matematica, Quammen traccia lo scenario che scatenerà la prossima pandemia. In questa parte cita l’influenza, o meglio i vari tipi di influenza tra cui spicca con orrore H5N1 nota ai più come Aviaria. Ed è per questo che la situazione del lettore comincia ad essere stressante, l’influenza è parte della nostra quotidianità e, forse, dovremmo smettere di darla per scontata. Anche i Coronavirus, così abili a mutare e a fare il salto di specie sono menzionati in questa conclusione. Una coincidenza? No, semplicemente scienza.

In queste ultime pagine Quammen mette il lettore davanti al nostro modello di consumo di carne, alle condizioni in cui trattiamo e teniamo gli animali, all’interazione che abbiamo con loro, alla sconsiderata leggerezza con cui viaggiamo senza avere minime attenzioni igieniche e al modo in cui distruggiamo l’ambiente con deforestazioni e interferenze. La somma di queste nostre azioni è traducibile con: più occasioni di contatto tra noi e i virus. La lettura di questo libro è fondamentale per capire l’attuale pandemia, ma anche per riflettere con più cura sul nostro modo di rapportarci al mondo naturale e rivalutarlo.
Oggi ripenso a quanto abbia dormito placidamente su quel sedile d’aereo, la testa china sulla spalla del mio ragazzo. Non sarei in grado di dormire così serenamente e non per la paura, ma per la rabbia. Perché la ragazza febbricitante non era seduta lontano da noi e ho potuto ascoltare qualche stralcio di anamnesi prima di crollare sotto il peso del jet lag: “Da quanto ha la febbre?” “Due giorni”.

interno cabina di un aereo vista dal fondo

Salire su un aereo febbricitanti è un ottimo modo per permettere ad un virus, potenzialmente pandemico, di infettare più persone e diffondersi in un nuovo continente. Questo libro si legge tutto d’un fiato, fa persino sognare nei dettagli delle spedizioni più avventurose, ma, più di tutto, porta a riflettere. Spillover è il libro dell’anno perché ci insegna ad essere molto più responsabili nei confronti della natura, degli animali e delle altre persone. Ci insegna che prendere un aereo con altre 200 persone in preda alla febbre è un atto sconsiderato e pericoloso. Ci insegna l’importanza di assumerci le nostre responsabilità e di smettere, una buona volta, di immaginare fantomatici super cattivi intenti a programmare virus letali. Perché questi virus esistano basta la distruzione ambientale che stiamo causando. Per dare spazio e ristoro a un virus, bastiamo noi. Ed è da qui che dobbiamo ripartire.