Una foto in bianco e nero di Biennale Donna, tre donne, una in piedi, una seduta, una sullo sfondo
Carla Cerati, Morire di classe, 1968 Stampa su carta baritata, cm 40 x 50 © Carla Cerati courtesy Elena Ceratti

Tredici sguardi differenti e un denominatore comune, “la capacità di essere dentro la visione e mai estranee rispetto al soggetto, qualunque esso sia” con queste parole la curatrice Angela Madesani ci conduce dentro alla nuova Biennale Donna con Attraversare l’immagine. Donne e fotografia tra gli anni ’50 e gli anni ’80, le opere di tredici fotografe italiane e internazionali in mostra fino al 22 novembre 2020 nella suggestiva cornice della Palazzina Marfisa d’Este di Ferrara.

Un viaggio nella sensibilità delle fotografe e nel passato italiano e mondiale, con obbiettivo rivolto alla situazione sconvolgente dei manicomi italiani, agli scioperi dei lavoratori, ai bambini per le strade di Palermo, dalla realtà italiana del boom economico a quella ben più atroce dei bambini Cambogiani e dell’apartheid in Sudafrica. La mostra vuole unire volti celebri e meno conosciuti della fotografia e far parlare i loro lavori: Paola Agosti, Diane Arbus, Letizia Battaglia, Giovanna Borgese, Lisetta Carmi, Carla Cerati, Françoise Demulder, Mari Mahr, Lori Sammartino, Chiara Samugheo, Leena Saraste, Francesca Woodman e Petra Wunderlich, personalità molto diverse tra loro che trovano un dialogo grazie a Biennale Donna.

Biennale Donna alcune opere selezionate di Lori Sammartino

Il percorso espositivo si apre con colei che ha saputo ribaltare i canoni fotografici fino a quel momento usati, Diane Arbus, che con estrema semplicità e crudezza ha saputo realizzare alcuni dei lavori più iconici dei nostri tempi. Un’opera che parla da sola, Two friends at home, ci permette di Attraversare l’immagine entrando subito nel vivo del titolo della mostra.

Birnnale Donna, una foto in bianco e nero di Diane Arbus, due donne in una stanza
Diane Arbus, Two friends at home, N.Y.C., 1965 Stampa ai sali d’argento, cm 38×37 Courtesy Galleria Massimo Minini ©The Estate of Diane Arbus

Il percorso continua raccontando un passato che sembra così distante dai giorni d’oggi eppure sa ancora far riflettere, le fotografie prendono vita sulle pareti e narrano della condizione operaia al porto di Genova, portata avanti da Lisetta Carmi che si finse la cugina di un operaio per potersi avvicinare e scattare. Ma parlano anche della povertà lungo le strade di Palermo, quelle strade raccontate da Letizia Battaglia in contrasto con l’alta società, i suoi soggetti preferiti? Le donne e le bambine, “Nella fotografia avevo bisogno di fotografare le donne, perché fotografavo me stessa. Con essa ho tentato di esprimere me stessa”.

Foto in bianco e nero di Biennale Donna Lisetta Carmi, Porto di Genova
Lisetta Carmi, Porto di Genova, 1964 Stampa ai sali d’argento, cm 18,5 x 28,5 Archivio Lisetta Carmi ©Lisetta Carmi courtesy Martini & Ronchetti

Si prosegue verso lo scenario internazionale, a introdurlo Paola Agosti con i suoi scatti tratti da White Only 1983, Il Sudafrica dell’apartheid. Un viaggio fatto per documentare la tragica situazione della popolazione nera sudafricana. Un lavoro non facile, perché per motivi politici non poteva assolutamente fotografare. Come fare quindi? Scatti fugaci alla domenica mattina, quando i guardiani dei ghetti erano a messa.

Foto in bianco e nero di Paola Agosti per Biennale Donna scattata in Sud Africa, Cape Town
Paola Agosti, Sud Africa, Cape Town, aprile 1983 Stampa ai sali d’argento su carta baritata, cm 32×45,5 ©Paola Agosti

Un occhio sensibile, una fotografia che non è fine a se stessa ma è una cura per sensibilizzare le persone, per portarle a conoscenza della realtà. Le immagini diventano sempre più incalzanti e fanno venire la pelle d’oca.

A sinistra Paola Agosti durante l'intervento a Biennale Donna, a desta la curatrice Angela Madesani
A sinistra Paola Agosti durante l’intervento a Biennale Donna, a desta la curatrice Angela Madesani

Françoise Demulder è stata la prima donna a vincere il World Press Photo. I suoi scatti dalla Cambogia raccontano di infanzie mai vissute, quelle di bambini che vivono per strada e di quelli che invece sono diventati subito grandi appena gli è stato messo un fucile in mano. Sono immagini che colpiscono al cuore, scatti che fanno tantissimo rumore, si sentono gli spari, i pianti, si sente il vociare delle persone.

La mostra si conclude in intimità con 4 opere di Francesca Woodman, una grande artista che ha saputo lavorare e raccontare il disagio femminile, quattro piccoli scatti che raccontano se stessa e la coscienza di essere donna in un contesto come quello degli anni ‘70. Con Attraversare l’immagine, Biennale Donna propone circa trent’anni di lotte, di politica, di storia italiana e internazionale, raccontando il ruolo sociale svolto dalle fotografie di queste donne che hanno, non solo saputo documentare, ma reso un fatto personale le loro immagini, raccontando, comprendendo e mai giudicando con occhio sensibile e intimo.

INFO:

Attraversare l’immagine. Donne e fotografia tra gli anni ’50 e gli anni ’80
Palazzina Marfisa d’Este, Corso Giovecca 170, Ferrara

Fino al 22 novembre 2020

Orari: aperto tutti i giorni tranne il lunedì dalle 9.30 alle 13.00  e dalle 15.00 alle 18.00

Biglietti:
Intero € 4,00
Ridotto € 2,00 (giovani dai 18 ai 30 anni titolari della Carta Giovani, over 65 anni, studenti universitari, gruppi di almeno 15 persone, categorie convenzionate)

Gratuito per scuole; minori di 18 anni; disabili con accompagnatori; giornalisti e guide turistiche con tesserino; studenti Unife al primo anno; accesso gratuito il giorno del proprio compleanno

“Omaggio Eroi in corsia” per il personale sanitario (medici, infermieri e OSS) operante nei reparti Covid-19 degli ospedali d’Italia, dietro presentazione presso le biglietterie di autodichiarazione ai sensi della vigente normativa attestante i propri dati anagrafici e lo svolgimento del servizio presso la specifica struttura sanitaria in reparto Covid-19

Per prenotazioni: prenotazionemusei.comune.fe.it