crisi di governo Matteo Renzi Giuseppe Conte

Era davvero necessaria una crisi di governo in questo momento? Perché sinceramente, mentre aspettiamo le 17.30 per sapere cosa ne sarà del nostro governo, viene davvero da porsi questa domanda in un nuovo anno che ha appena visto chiudersi quello scorso con un bilancio di guerra, tra sanità ed economia sull’orlo del collasso. Un anno dove le difficoltà le abbiamo sentite tutti e tutti abbiamo dovuto dire addio, almeno in parte, alla nostra bella vita agiata foderata di privilegi di cui nemmeno eravamo pienamente consapevoli, per entrare in una nuova era, quella del Covid. Abbiamo appena iniziato ad abbracciare amaramente l’idea di un cambiamento radicale nella nostra nuova normalità, che subito, al 13 di gennaio di un 2021 che si preannuncia non semplice, ci scontriamo con una realtà che forse proprio non ci meritiamo, tra l’altro dettata dal solito desiderio di potere, di individualismo, di egoismo e di quell’innato piacere tutto italiano di pensare che vinca sempre il più furbo. No, qui non vince proprio nessuno, tanto meno i furbi, ma perdiamo tutti. Certo, la politica è fatta di scontri, di giochi di potere, di altre cose buone e molte sgradevoli o poco etiche, ma si sa, questo è il “gioco” e lo accettiamo con disappunto da una vita ormai, solo che una pandemia dovrebbe, almeno in parte, frenare gli animi per trovare un punto di accordo comune verso cui schierarsi contro un male maggiore, gigante, enorme.
Anche in Game of Thrones ad un certo punto tutti i regni si uniscono per combattere la battaglia contro gli Estranei, insomma, non ci vuole molto per capire che forse a volte è necessario posare le armi e fare squadra, o meglio, puntare tutte le armi verso un solo grande nemico comune: la pandemia.

Questa crisi di governo è stata definita per molti versi “inconcepibile” proprio in questo momento, tanto che, come emerge anche dai sondaggi diffusi in queste ore, secondo quanto rilevato da Ipsos per il 73 per cento degli italiani Renzi vuole la crisi “per i suoi interessi personali”, mentre secondo Alessandra Ghisleri, sondaggista italiana, la maggioranza degli intervistati si augura che la soluzione prevede la permanenza di Conte a Palazzo Chigi. Scatenare una Crisi di Governo in un momento in cui risulta impossibile andare alle urne assomiglia tanto a uno gioco di poltrone atto a fare degli affari poco chiari sulle spalle di un Paese che soffre un colpo duro e ancora con ferite aperte.

Questa crisi di governo, che potrebbe essere formalizzata oggi, arriva dopo che Italia Viva, il partito fondato da Matteo Renzi, ha messo in chiaro di essere in pesante disaccordo con il premier Giuseppe Conte e proprio ieri, dopo il Consiglio dei ministri che ha portato all’approvazione del Recovery Fund, Renzi ha dichiarato che potrebbe ritirare la delegazione del suo partito al governo: le ministre Teresa Bellanova e Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. Questo perché secondo lui negli ultimi mesi Conte ha peccato di eccessivo protagonismo nelle scelte.

Se oggi alle 17,30, orario in cui è prevista la conferenza stampa indetta dal leader di Italia Viva, verrà confermata questa scelta la crisi sarà effettiva.

Capisco che tutto questo potrebbe sembrare alquanto semplicistico, ma non è mia intenzione farvi una cronaca politica, come detto svariate volte, potete trovare su tutte le maggiori testate giornalistiche italiane di riferimento ogni dettaglio che ha portato a questa situazione, informarsi è importante ma altrettanto importante è farlo attraverso i canali giusti.

Nonostante tutto, però, è impossibile e immorale ignorare quanto sta accadendo nel nostro Paese e merita l’attenzione di tutti, quindi, se questo articolo può essere stato uno spunto anche solo per una persona per andare a informarsi con maggiore attenzione su quanto sta per succedere, allora posso dire di aver fatto un buon lavoro.

Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...