Lucifer 6, finale di serie. Anche il diavolo (e una serie tv) può migliorare

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Lucifer è giunta al termine. Siamo arrivati a Lucifer 6, finale di serie. Il diavolo si è redento, si è innamorato e ha imparato molte cose durante il suo soggiorno terrestre. Ha addirittura compreso la propria vocazione. Un bel pacchetto di emozioni è quello che ci aspetta con il finale della serie Tv più assurda e grottesca di Netflix.

Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Lucifer è una serie televisiva statunitense di genere urban fantasy, police procedural e commedia drammatica sviluppata da Tom Kapinos trasmessa per la prima volta sul canale americano Fox dal 25 gennaio 2016. La serie è prodotta da Jerry Bruckheimer, DC Comics e Warner Bros Television. Si tratta della trasposizione televisiva del fumetto omonimo, pubblicato dalla casa Vertigo e scritto da Mike Carey, con protagonista il personaggio di Lucifer, comprimario nel fumetto Sandman di Neil Gaiman. La serie ha avuto un ottimo gradimento di pubblico e i personaggi sono molto amati, eppure, l’11 maggio 2018 la Fox ha annunciato la cancellazione della serie dopo il finale della 3ª stagione. Ne è seguita la campagna #SaveLucifer che esprimeva il desiderio del pubblico di vedere nuovi episodi delle avventure di Lucifer così l’anno scorso, il 15 giugno 2018, Netflix ha salvato la serie acquistandola e rinnovandola fino alla sesta stagione uscita lo scorso 10 settembre.

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Le battute finali delle avventure di Lucifer, la stagione cinque,  ci avevano lasciato con un plot twist importante, il diavolo diventa Dio?
Dopo l’epica (e alquanto grottesca) battaglia finale contro il gemello cattivo Michael intenzionato a uccidere Lucifer e diventare l’Onnipotente, il nostro protagonista scava a fondo nei suoi sentimenti, compiendo un viaggio nell’anima e nell’aldilà per salvare la sua amata. Come nella storia di Orfeo e Euridice (i riferimenti biblici ma soprattutto mitologici sono l’essenza di questa serie) ma al contrario, Lucifer deve tornare in Paradiso per salvare Chloe, uccisa da Michael. Il diavolo non può tornare nella Città d’Argento, ne morirebbe, essendo stato ripudiato secoli prima ma l’amore può tutto e Lucifer si sacrifica per salvare la donna della sua vita. Questo evento, il massimo sacrificio e gesto d’amore che si possa fare, morire per salvare chi si ama, fa guadagnare nientemeno che al diavolo in persona il diritto al trono divino.

Dal mio punto di vista la storia poteva concludersi anche in questo momento ma per aggiungere sostanza alla minestra, se prima avevamo un Diavolo in analisi che doveva comprendere come essere Diavolo ora abbiamo un Lucifer redento che deve comprendere come essere Dio.
Perché si sa che un ruolo simile comporta l’amore incondizionato non per una sola persona ma per tutta l’umanità. Sarà in grado di adempiere questo compito? E Chloe, la sua compagna umana troppo umana, come affronterà il ruolo di first lady?

Ancora una volta i problemi di questi personaggi non hanno nulla a che fare con il sacro o il divino ma sono problemi tangibili, concreti e quanto mai terrestri.
I limiti della sceneggiatura di Lucifer sono ancora evidenti, molte cose accadono fuori scena e misteriosamente sono note a tutti i personaggi per una sorta di passaparola che avviene tra di loro ma all’insaputa di noi spettatori. Devo evidenziare, però, un miglioramento soprattutto nella portata emotiva di questa sesta stagione. Mentre Lucifer cerca di capire quale sia il modo migliore per diventare Dio un nuovo personaggio, questa volta proveniente dal futuro, fa capolino sulla terra.
Si tratta di sua figlia Rory che, neanche a dirlo, vuole ucciderlo. Il motivo? Semplice, la storia si ripete, lei è stata abbandonata dal padre e nutre nei suoi confronti un grande risentimento, proprio come Lucifer lo nutriva per suo padre.

Il conflitto genitore – figlio torna a far girare la trama della storia che in alcuni momenti sembra però arrancare e attraverso questa ulteriore prova Lucifer comprende finalmente qual è la strada da percorrere.
Da un punto di vista emozionale questa stagione, insieme alla precedente devo dire, è sicuramente importante e anche per noi spettatori è difficile di fronte a riflessioni su amore e morte restare impassibili.

A questo punto della storia i casi di puntata, le indagini che erano il cuore della serie nelle prime stagioni, diventano inutili e infatti ce ne liberiamo finalmente dal momento che nell’economia della storia non ce ne importa di più rispetto alle vicende private dei protagonisti.
Da questo punto di vista nel corso delle stagioni vi è stata una perdita dell’identità della serie. Di fatto siamo fuori dal poliziesco- crime e potremmo dire che il distretto di polizia è un’arena come un’altra. Neppure Los Angeles ha più un ruolo chiave e potremmo collocare questa storia in una qualsiasi città del mondo.

Per quanto riguarda la storia d’amore tra Lucifer e Chloe, come ho più volte sottolineato nei precedenti articoli su questa serie Tv, il loro amore è praticamente lo stesso che c’è tra Persefone e Ade, seppure con qualche variazione sul mito originario.
Persefone era la figlia della dea della fertilità e dell’agricoltura, simbolo di bellezza e prosperità lei è luce e vita, esattamente il contrario rispetto al re degli inferi. Questa dicotomia è la differenza sostanziale che ritroviamo anche fra i due protagonisti della serie, Lucifer in lei vede una possibilità di bellezza e amore che non ha mai provato. Purtroppo i due appartengono a due mondi diversi e per quanto ci si voglia illudere che possano vivere davvero uniti per sempre, ciascuno dei due ha un compito fondamentale da adempiere, lei sulla terra, lui all’inferno.
Ma il tempo è relativo quando si parla di divino e eternità, Lucifer ha migliaia di anni ma resta sempre giovane e Chloe è destinata a invecchiare, eppure l’eternità del loro amore li tiene sempre uniti oltre il tempo limite di una vita terrena.

Come ho più volte segnalato i problemi esistenziali di Lucifer non hanno niente a che fare con il divino superiore, ma restano umani, reali e tangibili anche per noi comuni mortali. Tanto da riconoscerci in molte delle emozioni in gioco pur non avendo gradi di parentela con il divino.

Devo ammettere che in quest’ultima stagione si piange di più, ci si emoziona sul serio, tanto da passare sopra agli errori di sceneggiatura e al grottesco che caratterizza questo prodotto. I fan di Lucifer non resteranno delusi e tutti i nodi verranno al pettine.
Scende la lacrimuccia anche nel pensare che il nostro diavolo preferito ci saluterà ma mi auguro che per Tom Ellis ci saranno nuove opportunità, seriali e non, e che rivedremo la sua faccia da schiaffi molto presto in un’altra storia. Le sue capacità interpretative insieme a quelle canore ne fanno un’interprete versatile che forse non è stato ancora gestito al massimo delle sue potenzialità.

Cala il sipario sul Lux, sul distretto di polizia di Los Angeles e sui personaggi di Lucifer con un finale di serie che ha senso.

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