La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra. Recensione

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La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra, la miniserie Netflix è un thriller dark comedy che parte da un noto cliché: la storia di una donna che assiste a un omicidio e combatte per essere creduta.

Di solito, la protagonista-testimone fa fatica ad essere presa sul serio a causa del suo passato caratterizzato da traumi legati a storie di tossicodipendenza, malattie mentali, abusi o violenze.

La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra: un thriller dark comedy 2

Anche in La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra, la protagonista Anna – interpretata dalla bravissima Kristen Bell – è una donna che di traumi ne ha vissuti parecchi. Separata, ha perso la figlia in un modo talmente crudo che diventa difficile anche solo immaginarlo: in una giornata super americana “Porta tuo figlio a scuola”, la piccola Elizabeth va al lavoro con il papà, Douglas, uno psicoterapeuta dell’FBI.

Quel giorno Douglas aveva in programma una seduta con uno dei serial killer più spietati della prigione con un modus operandi ben definito in due step: uccidere e mangiare la vittima. È ciò che succederà alla piccola Elizabeth, quando il papà la lascerà per un attimo nella stanza con il suo cliente. Una morte che costerà la separazione dei due e la caduta di Anna negli inferi dell’alcolismo e della depressione.

Tornando al cliché, Anna ha tutte le carte in regola per essere la protagonista di questo genere di racconti. Anzi, direi che il trauma che ha vissuto è talmente forte da essere caricaturale. Come tutta la serie.
Reduce da un terribile lutto, vive con un coinquilino scomodo, che bussa alla sua porta giorno e notte, senza lasciargli mai tregua: i sensi di colpa per aver insistito così tanto a mandare sua figlia al lavoro con il papà.

Per questo motivo affoga i suoi problemi in calici di vino pieni fino all’orlo e passa il tempo osservando fuori dalla sua finestra. Sarà proprio da lì, che assisterà all’omicidio di una donna: la perfetta fidanzata del suo nuovo, bellissimo, vicino di casa.

Neil (Tom Riley) è arrivato da poco in quartiere con sua figlia Emma, della stessa età che avrebbe avuto Elizabeth. Vedovo e solo, dedica tutto il suo tempo alla cura della bambina e, come se non fosse abbastanza, oltre a sembrare un ottimo padre è anche bello e affascinante. Anna, finalmente, trova uno stimolo che ravviva le sue giornate e la porta a cucinare pasticci di pasta per conquistare Neil e l’adorabile Emma.

Dopo aver assistito all’omicidio di Lisa, fidanzata di Neil, però, l’interesse nei confronti del vicino si trasforma in un’ossessione. Anna vuole capire a tutti i costi se quello che ha visto è successo veramente o se è stata solo un’allucinazione data dal mix medicinali e alcol, ma soprattutto vuole scoprire chi è stato ad ucciderla.

Sotto shock corre dalla polizia a denunciare la morte di Lisa, ma nessuno le crede. In fin dei conti Anna resta una donna con un problema di alcol, che beve litri di vino accompagnato da psicofarmaci come se fossero noccioline. Lei, però, è abbastanza sicura di quello che ha visto e a confermare la sua teoria si aggiunge la scomparsa di Lisa che, secondo Neil, avrebbe preso un volo che non esiste. Anna inizia a sospettare di lui e del suo passato: la moglie è morta annegata, ma come ha fatto ad annegare? Forse è stato Neil a buttarla nel lago.

Anche una delle maestre di sua figlia è morta durante una gita al faro, a cui ha partecipato come accompagnatore. Come è potuto succedere? Probabilmente per mano sua. E ora la sua fidanzata viene uccisa, davanti ai suoi occhi, nel suo appartamento. Tutto porta Anna ad una conclusione: l’affascinante vicino di casa è un assassino. E visto che lei non ha niente da perdere non ha paura di affrontarlo e di rimediare a quello che non è riuscita a fare in passato: mettere in salvo una bambina da un uomo malvagio.

Anna è un eroina incompresa, che alla fine diventerà vittima dell’assassino: la piccola Emma. Proprio così, è stata l’insospettabile Emma ad aver ucciso la mamma, la maestra e la nuova fidanzata del papà, Lisa. E come se non bastasse, alla fine ucciderà anche il padre e proverà a far fuori Anna.

Un finale sconcertante, che crea molti buchi nella trama e che a tratti fa ridere, e a tratti fa riflettere. Nessuno se lo aspetta e forse nemmeno gli autori de La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra ci credono. Ma la fine si incastra perfettamente in una serie che parte da un cliché e ne fa una caricatura. La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra non è la solita storia al femminile nessuno crede alla “poverina” protagonista-testimone, ma è un thriller dark comedy alla seconda.

Tutto è esagerato e ai limiti dell’assurdo e tu, da spettatore, lo accetti e te lo fai andar bene. Perché fin dal titolo sai cosa ti aspetterà: un prodotto satirico ispirato esplicitamente ai romanzi più venduti diventati film, come La ragazza del treno e La donna alla finestra.

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L’enigmatico finale

Il finale della miniserie Netflix lascia intendere che ci sarà una seconda stagione de La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra. Scoperto l’assassino, Anna abbandona alcol e psicofarmaci e riaccoglie nella sua vita l’ex marito Douglas. Finalmente felice e nuovamente mamma, Anna prende un volo per andare a trovare la sua migliore amica, e su un aereo diretto a New York si riavvolge la pellicola.

Al risveglio la sua vicina di posto, una signora particolarmente enigmatica, è sparita. Anna va in bagno e trova il suo corpo senza vita. Avvisa il personale sull’aereo che riapre la porta e non trova nulla. Ancora una volta torna ad essere una donna a cui è difficile credere: probabilmente il bicchiere di vodka ordinato per rilassarsi durante il volo le ha fatto venire un’allucinazione.

E invece, Anna trova sul sedile della vicina lo specchietto che aveva visto utilizzare dalla signora prima di addormentarsi. Bingo.