La Gialappa’s, il trio comico che ci ha fatto ridere per anni, ecco chi sono davvero

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La Gialappa’s è forse il trio comico più conosciuto e longevo in Italia, un gruppo che ha fatto della propria identità un marchio, tutti conoscono le loro voci ma davvero in pochi sanno che faccia hanno i tre comici conosciuti per i programmi della serie Mai dire…

Cominciamo dai nomi dei tre comici: Marco Santin, Carlo Taranto e Giorgio Gherarducci. I nomi letti così direbbero davvero poco a chiunque, potrebbero essere i nomi dei vicini di casa o dei colleghi d’ufficio per quanto ne sappiamo. Eppure questi sono proprio i nomi dei tre autori comici più irriverenti della televisione, capaci di sparare battute a raffica. Sono loro la Gialappa’s Band.

Solo un trio?

Questi tre ragazzi si sono conosciuti nel 1985 a Radio Popolare. In quel periodo andava in onda un programma molto conosciuto dagli appassionati Bar Sport, una trasmissione calcistica molto diversa dal rito sportivo delle attuali trasmissioni Rai, più seriose e sacrali. Il programma era ideato da Sergio Ferrentino che lo conduceva, poco dopo i tre protagonisti di questo articolo diventarono i collaboratori di Ferrentino.

Dei tre l’unico che aveva maggiori contatti con il mondo del calcio per formazione era Giorgio Gherarducci. Giorgio infatti era il figlio di un famoso giornalista sportivo, Mario Gherarducci, ospite fisso de Il Processo del Lunedì di Biscardi, lavorava  nell’ufficio stampa dell’Inter, seppur milanista.

Il gruppo dunque nelle puntate di Bar Sport commentava il Mondiale del Messico con lo stesso stile dissacrante che tutti conosciamo bene. Fortuna volle che un dirigente dell’allora Fininvest li ascoltò. Folgorato dal ritmo delle battute e dall’assoluta novità di cui erano portatori, li assunse. Il resto, come si suol dire, è storia. 

La carriera televisiva del gruppo cominciò quindi su Rete 4 in Quel fantastico tragico venerdì. Al termine di questa esperienza, Ferrentino lasciò, per proseguire la sua carriera da solo.

Il nome e l’arrivo del successo 

Raggiunta una certa sicurezza nel modo di lavorare e una solida identità di gruppo ci voleva un nome. I tre scelsero il nome Gialappa, mediandolo da una pianta di origine messicana usata come lassativo per cavalli

Da questo momento inizia la filiera di programmi che li ha resi noti al grande pubblico e, infatti, la prima trasmissione interamente commentata da loro è stata Mai dire Banzai, dove ridicolizzavano con le loro battute i partecipanti di una sorta di Giochi senza frontiere giapponese.

Quel “Mai dire…” è diventato da quel momento il loro marchio di fabbrica per tutte le loro trasmissioni future. Mai dire gol e Mai dire grande fratello sono diventati dei veri e propri cult. Per altro bisogna dire che queste trasmissioni hanno poi lanciato molti personaggi che oggi sono praticamente la summa del migliore spettacolo italiano.

Li reclutavano a Zelig, che allora non era un programma TV. Basti pensare ad Aldo, Giovanni e Giacomo, Fabio De Luigi e Paola Cortellesi. In quel mondo agivano e si divertivano anche mostri sacri che erano passati per il Derby, come Teo Teocoli che ha portato nei loro programmi uno dei suoi personaggi più famosi: Felice Caccamo.

I tre comici hanno fatto dell’anonimato la loro forza e per questo continuano ancora oggi a restare solo delle voci di cui nessuno conosce il volto. Dopo 35 anni di attività, il rischio era di sovraesporsi e come dicono loro di “rompere le b***e”.

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Ma alla domanda se rifarebbero Mai dire gol, la risposta è decisamente no. Certi programmi sono legati al loro tempo e non sarebbero ripetibili. Certi personaggi poi non passerebbero tra le maglie del politicamente corretto…