Moon Knight, Asylum una storia toccante che riaccende le speranze. Recensione episodio 5

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Moon Knight finalmente trova un po’ di spazio tra gli impegni di Steven Grant per introdurci adeguatamente a Marc Spector in un bellissimo e toccante episodio.

Moon Knight

Nell’episodio 5 di Moon Knight, “Asylum”, abbiamo finalmente conosciuto Marc Spector, è la puntata è stata decisamente più intensa delle precedenti. Mentre l’ultima puntata della serie Marvel non ha risolto tutti i problemi di base e strutturali di cui ha sofferto nei suoi primi quattro episodi, in questa puntata ha offerto al pubblico una coesione essenziale che prima mancava, sulla realizzazione maldestra di Steven Grant, considerandolo solo un’identità in un corpo che era stato modificato per ospitarne almeno due.

Alcune persone potrebbero pensare che gli elementi più disordinati, sciocchi, frammentati o occasionalmente del tutto sgradevoli di quegli episodi siano stati deliberatamente costruiti in quel modo per riflettere la natura del personaggio centrale, ma è un modo piuttosto pigro di guardare la cosa.

Soprattutto perché esiste già stata una serie TV Marvel ben accolta che ha esplorato molti di questi stessi temi di questa, Legion che era oggettivamente difettoso o problematico, ma comunque ha trovato modi interessanti per tenere alto l’interesse.

Moon Knight

Inizialmente il problema con Moon Knight era entrare in contatto solo con mezzo personaggio, concentrandosi prevalentemente su Steven Grant, ancora più difficile abbracciare un terzo di un personaggio che per ora è rimasto ancora segreto, quando ancora non avevamo davvero fatto i conti con un secondo personaggio centrale, era come se mancassero dei pezzi.

Quando mancano dei pezzi a una trama può anche essere eccitante e misterioso, vedi il caso di Lost, che ci ha tenuti incollati al divano per sei stagioni e ha lasciato tutti con un finale controvwrso ma comunque apprezzabile, però in questo caso mancano così troppi pezzi chiave di un personaggio principale per il quale ci viene chiesto di fare il tifo, questo rende davvero difficile creare una forte connessione.

Di conseguenza, “Asylum” è stato come un lungo e fresco bicchiere d’acqua dopo quattro settimane bloccati nel deserto. Conoscere Marc è stato come trovare l’equilibrio per la personale bilancia del giudizio su Moon Knight stesso.

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Posso immaginare che per alcuni spettatori, oscillare tra la sessione di terapia di Marc, i suoi ricordi sepolti e la battaglia personale in corso per salvare la sua anima possa essere stata una corsa selvaggia, ma ogni momento che abbiamo passato a riempire la storia di Marc ha fatto meritare un po’ più di interesse nel vedere lui e Steven superare questo viaggio visivamente stupefacente verso Taweret, tanto da rendere questo momento davvero soddisfacente.

Certo, stiamo sempre parlando di una situazione devastante, un trauma di un uomo e le conseguenze a cui ha portato. Diciamo solo che non c’è tempo per sviscerarlo, dobbiamo andare avanti.

Il trauma di Marc in questa serie è stato alterato rispetto alla versione Marvel Comics, nei fumetti è stato suo padre a morire ed è quello il funerale da cui scappa. L’amico di suo padre, un serial killer e disertore nazista che aveva adottato l’identità di un rabbino scomparso da tempo, è stato molto di più il catalizzatore del trauma di Marc, ma questo entra troppo ne dettaglio della storia originale, qui stiamo parlando di altro.

Probabilmente a causa di problemi di linea temporale, la causa del trauma di Marc ora deriva da un tragico incidente che coinvolge il fratello minore, e il successivo crollo di sua madre. Incolpando Marc per la sua morte, lei lo ha punito con abusi emotivi e fisici, così lui ha creato Steven in modo da affrontare la sua infanzia angosciante. Questi ricordi sono stati profondamente toccanti, questo è stato il momento in cui si è davvero entrati in connessione con Steven e Marc, nessuna interazione fatta con le avventure in computer grafica avrebbero potuto fare meglio di così.

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Il viaggio di Marc e Steven nell’aldilà è anche stato particolarmente pericoloso, il che è un vero successo quando il vero pericolo è stato così spesso un problema nel MCU.

L’episodio precedente ha rischiato di mettere tutto in una nuova prospettiva spostando tutto nell’ospedale psichiatrico distraendoci dall’azione in Egitto, ma questo nuovo episodio ha dimostrato che Marc deve sopravvivere al viaggio, facendo desiderare che lui e Steven si connettessero e l’episodio ha fornito quella catarsi con un tocco abbastanza leggero da non sentirsi forzato.

Vedere Steven accettare il suo potere per salvare Marc è stato meraviglioso, ed è stato sconvolgente, dopo tutta quella strada percorsa, quando Marc lo ha visto cadere nel deserto e perdersi.

In “Asylum”, la performance di Oscar Isaac con entrambe le identità è stata veramente spettacolare, questo episodio ha finalmente dimostrato senza ombra di dubbio che lui era la scelta migliore per dar vita a questo personaggio. Sarebbe stato ancora meglio se ci fosse stata data un po’ di questa profondità fin all’inizio della serie.

Forse non c’era modo di farlo funzionare senza la costruzione iniziale, ma il periodo trascorso con le versioni di Isaac di Marc e Steven nei primi quattro episodi ha lasciato un po’ a desiderare. Ora che questa sete è stata placata, Moon Knight potrebbe essere pronto a darci un grande finale.