Gli Anelli del Potere: la Seconda Era non era mai stata vista prima d’ora | Clamoroso anche per Tolkien

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Gli Anelli del Potere

Gli Anelli del Potere racconta per la prima volta su schermo la Seconda Era di Arda, un periodo raramente visitato da Tolkien stesso.

Se definiamo l’estetica della Seconda Era come “misteriosa” è perché nell’immensa cosmologia de Il Signore degli Anelli, questo è il periodo storico meno frequentato dagli scritti di J. R. R. Tolkien. Gli Anelli del Potere ha affrontato – e continuerà ad affrontare – molte sfide per raccontare la propria storia di un mondo, e ad un pubblico, molto ambizioso e abituato solo al meglio.

Riuscire a trovare l’estetica giusta per la Seconda Era e per tutti i popoli che vediamo nella serie è stata sicuramente una delle sfide più ardue. Kate Hawley, designer dei costumi per Gli Anelli del Potere, si è recentemente aperta a Den of Geek per parlare delle sue ispirazioni e di come abbia cercato di ricreare qualcosa che di fatto non esisteva tramite i libri di Tolkien ed i film di Peter Jackson.

Gli Anelli del Potere

L’importanza dei gioielli

Il lavoro incredibile fatto da Peter Jackson e dal suo team per la trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli non è comparabile alla sfida de Gli Anelli del Potere. I riferimento in possesso di Jackson erano così tanto più numerosi e vivi che alcuni personaggi  “camminavano fuori dai libri”, come dice Hawley. Per il suo lavoro invece la designer aveva a disposizione molti meno punti di riferimento; ciò che ha deciso di fare è stato tracciare una linea dai racconti della Prima e della Terza Era e trovare così un punto intermedio.

I gioielli sono chiaramente un elemento più che centrale nell’opera. L’oggetto che muove tutte le forze nel mondo è un Anello, e durante la Seconda Era ne furono creati diciannove in dono ai sovrani di Uomini, Elfi e Nani. Ma le descrizioni di Tolkien rivelano molto di più: “Se prendi gli Elfi di Valinor e la loro vanità e dovunque leggi si parla di gioielli”, dice Hawley. “[Tolkien] parla di come gli Elfi siano nati su spiagge di perla e, sebbene non lo intenda letteralmente, parla di continuo di modi per riflettere la luce”. Per questo motivo il team ha deciso di rendere i gioielli una parte fondamentale dei costumi del mondo.

Elfi e Nani della Seconda Era

Gli Elfi sono il popolo che abbiamo conosciuto più a fondo ne Il Signore degli Anelli, forse al pari con gli Hobbit. Ne Gli Anelli del Potere non si poteva però replicare quanto visto nella trilogia cinematografica; gli Elfi sono un popolo variegato e che di certo andava rappresentato in relazione alla Prima Era in quanto tanti dei personaggi che vediamo l’hanno vissuta e ne sono rimasti fortemente legati. “Cercavamo di trovare le cose che avrebbero essi avrebbero creato e che li avrebbero resi unici, e che suggerisse il passaggio di tempo ed epoche”.

Ci sono poi i Nani. Questo popolo non ha avuto molto spazio al cinema – in Lo Hobbit hanno più rappresentanti e luoghi, ma la cultura non viene comunque molto approfondita. Ne Gli Anelli del Potere questa cultura viene arricchita partendo dalle parole di Gimli alle Miniere di Moria e da tutti quei “segreti e rituali antichi” che si ritrovano fra le parole scritte di Tolkien. Hawley voleva che i Nani rappresentassero la loro natura di creature nate dalla terra (eterno) e dal fuoco (immediato), quindi stoiche ma passionali allo stesso tempo.

In quanto minatori e gioiellieri eccezionali, anche per i Nani entrano in gioco le pietre preziose. L’oro è stato l’elemento più usato per questo popolo, ma Hawley ha voluto mescolare questo elemento con la roccia stessa, simbolo della durezza di spirito dei Nani. Infine, le donne dei Nani sono state rappresentate su schermo per la prima volta e dovevano esprimere fisicità e morbidezza, come “acqua sulla roccia”.