Home Storia e Curiosità Tanti auguri Mac! Con gli anni diventi sempre più affascinante

Tanti auguri Mac! Con gli anni diventi sempre più affascinante

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Con qualche mese di differenza io e il Mac abbiamo la stessa età, vale a dire 30 anni. Buon Compleanno Mac! (io sono più giovane, li compio a ottobre).
In questi 30 anni abbiamo avuto due vite parallele, lui si è sviluppato, è diventato icona mondiale, ha battuto la concorrenza, è diventato uno dei marchi più quotati in borsa e poi è sempre più bello. Io in questi 30 anni, beh… ma parliamo del Mac!!!

Siamo cresciuti insieme, fin da piccola ne ho sempre avuto uno. Il primo Macintosh che ha varcato la soglia di casa è stato il Macintosh Plus, come ci siamo amati. È uscito nel 1986 ma io l’ho avuto nei primi Anni 90.

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Era un cubetto adorabile, sinceramente non ho idea delle potenzialità che avesse, però ero pazza del tutorial per imparare ad usarlo. Ti diceva passo passo cosa fare, tipo “sposta il mouse sul cestino – clicca per aprire il cestino – adesso prova a rifarlo da solo…”. Beh ora ridiamo, perché siamo abituati a usare i dispositivi quotidianamente, ma al tempo l’idea che il mouse fosse un prolungamento del nostro braccio direttamente dentro il monitor era una cosa assurda. Quindi il tutorial era fondamentale per esercitare la mente a pensare cyber.
Altra cosa che adoravo del mio piccolo Macintosh erano i giochi, che non ricordo come ne fossi entrata in possesso ma erano su floppy disk ed erano effettivamente il mio tesoro. Il mio preferito era un gioco che riproduceva l’hockey da tavolo. L’ambientazione era un bar malfamato, con personaggi al limite della paranormalità e tu dall’altra parte del monitor dovevi sfidarli a colpi di “mousate” ben piazzate. Ore e ore a fare il mazzo a quei brutti ceffi.
Ma non è stato solo strumento di gioco, con il mio primo Macintosh ho fatto anche le mie prime tesine di scuola. Ero lentissima a digitare sulla tastiera, tanto che mia mamma, che ha sempre lavorato sui computer quindi esperta e pratica, quando mi vedeva digitare per ore e ore e il risultato erano quattro righe pure con gli errori, veniva in mio soccorso ribattendomi i compiti a una velocità supersonica.

Il secondo Mac che ho avuto è stato il Macintosh Tv, in realtà lo aveva mia zia, ma dato che da ragazzina era sempre a casa sua l’ho usato tantissimo anche io. Dire che l’ho usato è eccessivo, c’ho giocato. Era a colori e i giochi erano supertecnologici e novità delle novità si usavano i CD. Pomeriggi passati io e mio cugino a litigarci il mouse per poter fare una partitina in più.

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Negli anni a seguire ho avuto un Macintosh Quadra 950, me lo aveva prestato un collega di mia mamma per fare dei lavoretti, un po’ più seri, per la scuola, avendo appunto scelto una scuola artistica con indirizzo grafico.Era un bel computerone massiccio e potente.

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Così iniziai seriamente a impratichirmi con programmi come Photoshop (è stato amore a prima vista).
Però, nel Natale del 2000 arrivò lui, il mio preferito dei preferiti di sempre, l’iMac. (rosso scintillante).

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È stato il mio migliore amico, il computer che mi fece anche guadagnare dei soldi dando lezioni private ad alcuni miei compagni di classe su programmi come Photoshop e X-Press, proiettandomi così verso una carriera che era già scritta da sempre. E poi è stato il computer che mi ha lanciato per la prima volta nella “rete”. Internet, il discusso, il famigerato, il desideratissimo internet. Si connesse per la prima volta sul mio iMac, anche se effettivamente non sapevo cosa farmene di questo internet. Io e il mio iMac restammo insieme per tutto il periodo delle scuole.

Nel corso del tempo comprai un G4. Era bello e il design di Apple iniziava a farsi spazio nel mondo prepotentemente. Stava diventando un’icona.

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Ora il mio nuovo migliore amico si chiama iPhone (ho il 4S, prima o poi cambierò ma per ora gi voglio ancora bene), con lui al mio fianco affronto la vita con più gioia.

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E quindi, grazie Apple, per essermi stata a fianco in questi 30 anni, festeggiamo insieme e speriamo di passare altri 100 anni come questi. Anzi meglio! Chi sa che sorprese avrai in serbo per me nel futuro!!!
(spero non come quella di quando mi hanno rubato l’iPhone).

http://www.apple.com/it/30-years/

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Alessandra Chiaradia

È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l’occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio.
In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce…