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13 thirteen reasons why: confermata la seconda stagione

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Ormai stava girando nell’aria da settimane la notizia di una possibile seconda (amate/odiata) stagione di 13 thirteen reasons why, la serie su suicidio e bullismo che ha suscitato numerose polemiche. Finalmente è arrivata la conferma ufficiale da Netflix che ha annunciato, con un breve ma inequivocabile teaser, l’arrivo della prossima stagione.

 

Dovremo aspettare però il 2018 per poter scoprire quali conseguenze ha avuto la conclusione della prima serie sui protagonisti e quale sarà il difficile percorso di recupero che dovranno affrontare dopo il suicidio della compagna di scuola Hannah Baker.

Si può dunque parlare del ritorno dell’intero cast, anche se non è chiaro come sarà coinvolta la protagonista Katherine Langford, il cui suicidio era appunto al centro della prima stagione.

Non ci sono ancora indiscrezioni su come si svilupperà la seconda stagione, quello che sappiamo è che sarà suddivisa nuovamente in 13 episodi. Quello che invece possiamo ipotizzare è che: se nella prima serie la narrazione era fortemente strutturata sui 13 nastri che Hannah lascia ai suoi compagni di scuola, la seconda non potrà assolutamente seguire lo stesso filo conduttore, diversamente potrebbe esplorare punti di vista nuovi, legati non solo alle vicende personali di un solo elemento in relazione con il gruppo, ma al contrario potrebbe svilupparsi su diversi canali, narrando gli effetti della morte di Hanna su tutti quelli che conoscevano.

Confermato lo showrunner Brian Yorkey, il quale si è occupato di adattare il romanzo alla tv ed è già stato il produttore esecutivo della prima stagione.

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Alessandra Chiaradia
Direttore Responsabile del magazine online Fortementein.Nata a Milano e trasferita nella provincia da piccola, il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e come una turista la esplora appena ne ha l'occasione svelandone i misteri e le meraviglie. Da sempre si accompagna ad una vena artistica che ben presto scopre esserle troppo stretta, così dopo aver lavorato per molti anni nel settore editoriale come Art Director decide di fare il grande passo e dopo una lunga gavetta diventare giornalista, professione che ama per via delle sue molteplici sfaccettature e possibilità.