Da non perdere, lunedì 16 ottobre alla Pinacoteca di Brera presso la Sala Passione, la presentazione del volume “Museo Piranesi” di Pierluigi Panza, edito da Skira.

L’autore, grande studioso dell’artista Giovan Battista Piranesi (1720-1778) ci porta a conoscere un ritratto del nuovo e inedito della figura di Piranesi, il più celebre incisore di tutti i tempi, noto per le sue Vedute di Roma, ma non solo, si è scoperto che fu anche uno dei principali art-dealers, restauratori e rifacitori di sculture, vasi, candelabri, cippi e frammenti che venivano scavati o che lui stesso scavava nel ventre di Roma e poi collezionava nella sua casa-museo di Palazzo Tomati, prima di venderli ai nobili del Grand Tour. Molti cultori di Piranesi, osservando le sue incisioni si sono chiesti: inventava i pezzi antichi che compaiono nelle stampe oppure esistevano davvero?

Museo Piranesi risponde a questa domanda inventariando i pezzi passati dalla casa-museo dell’artista che esistono ancora in varie collezioni del mondo. Si tratta infatti del primo censimento delle opere e frammenti antichi che furono scoperti, venduti, restaurati o assemblati da Giovan Battista e dal figlio Francesco.

Nel libro sono schedati quasi trecento marmi divisi per le loro attuali collocazioni ed è analizzata la nascita e la fortuna del “gusto Piranesi”. Tra i pezzi schedati, circa duecento transitarono dalla casa-museo dei Piranesi e furono venduti senza essere mai stati incisi. Di contro, molte antichità che vediamo nelle sue stampe non passarono mai dal suo museo, ma sono pezzi celebri inseriti nelle sue pubblicazioni per aumentare il prestigio della sua collezione.

Un incontro di grande interesse per scoprire un grande personaggio e la sua mirabile collezione. Con l’autore intervengono Aldo Bassetti, Andrea Carandini, Philippe Daverio e Carlo Orsi.

 

“Museo Piranesi” di Pierluigi Panza

Pinacoteca di Brera – Sala Passione
Via Brera 28

lunedì 16 ottobre ore 18

Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...