Dopo il teaser uscito a sorpresa a meta luglio, dove si vedeva, in uno spot rigorosamente anni ’80, la cittadina di Hawkins fare un passo verso il “futuro” con l’apertura di un nuovissimo centro commerciale che dava come data di apertura: “coming next summer!”, molti fan si sono chiesti se quel “prossima estate” non volesse essere un messaggio molto chiaro sulla possibile data di uscita della terza serie.

Non è passato molto perché dalle ipotesi arrivassero le certezze. Infatti, Cindy Holland, responsabile della programmazione di Netflix, ha parlato oggi alla stampa, durante il Summer Press Tour del Television Critics Association, dichiarando che Stranger Things 3 non uscirà prima dell’estate del 2019, e spiega le ragioni dell’attesa.

“È uno show fabbricato a mano. I fratelli Duffer e Shawn Levy hanno lavorato molto duramente, e capiscono che la posta in gioco sia molto alta. Vogliono offrire qualcosa di più grande rispetto all’anno scorso. E quindi vogliono prendersi il tempo per farlo nel modo giusto”.

Per noi appassionati l’idea che si debba aspettare un intero anno per vedere la terza serie è davvero un lasso di tempo infinito, tanto che la Holland, per calmare gli animi, ha aggiunto: “Penso che sarà una stagione fantastica. Aspettare ne varrà la pena”.

Certo, aspettare è l’unica cosa che possiamo fare, oltre a riguardare in loop quella meraviglia di teaser dove, nonostante non ci svelino praticamente niente della storia, si riescono a intravedere un paio di possibili storyline dai molteplici sviluppi.

Sicuramente siamo impazienti di vedere all’opera la new entry Robin (Maya Hawke, la figlia di Ethan e Uma Thurman), che a quanto pare, oltre a lavorare insieme all’amatissimo Steve alla gelateria del centro commerciale, la Scoops Ahoy, scoprirà un altro oscuro segreto di Hawkins. Chi sa se avrà a che fare con la location.

Per il resto si può ipotizzare che la location giocherà un ruolo fondamentale nella storia e, a detta del regista, Stranger Things 3 farà riferimento ai grandi film usciti nel 1985. A voi capire quali partendo dai pochi indizi lasciati.

Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...