Sì, è vero, farsi prendere dal panico può essere la prima istintiva reazione di fronte alla possibilità di mettersi in proprio. In questo momento storico trovare lavoro non è facile, troppo spesso sentiamo storie di persone che, nonostante gli studi e una laurea, si vedono costretti ad accettare lavori che non corrispondono un giusto compenso pur di non restare fermi. Il vento però potrebbe cambiare da un momento all’altro, l’importante è tenere le vele spiegate, sfruttare la spinta. Aprire una propria attività può rappresentare sicuramente una svolta.

Un dato interessante, un aspetto incoraggiante
Prendiamo l’esempio della Lombardia: stando agli ultimi dati, il 71,8% delle imprese di questa regione ha aumentato il proprio fatturato. Più di due aziende su tre sono cresciute e stanno continuando a crescere, in un momento storico simile, per i giovani questa potrebbero essere la svolta. Un’assurdità? No, niente affatto. Viviamo in un’epoca che premia chi si adatta e soprattutto chi lo fa alla svelta. Internet ha cambiato il nostro modo di approcciare alla realtà e di riflesso ha influenzato anche il business. In tal senso, i cosiddetti Millennials, partono sicuramente avvantaggiati: sono cresciuti insieme al boom del web, sono nativi digitali, i pionieri degli smartphone e del mondo connesso.

Lato digital
Altra definizione interessante: “generazione google”. Così vengono chiamati i ragazzi nati dopo il 1990, che hanno sicuramente una grande dimestichezza con internet e con i suoi strumenti. Quindi perché non sfruttarli per mettersi in proprio? Per un’azienda, oggi, la presenza sul web è fondamentale sia per quanto riguarda il sito di proprietà, sia per quanto riguarda i social network, diventati ormai il pane quotidiano dei ragazzi. Basta prendere dimestichezza con qualche tool in più per ottimizzare la propria bravura davanti al pc, basta attaccare la spina e rimboccarsi le maniche. In qualunque settore ci si trovi, dall’hi-tec al food, restare connessi è un aspetto fondamentale dell’impresa. E i giovani lo possono capire ancora meglio.

Pillole di marketing
Badate però, le tecniche tradizionali continuano a essere fondamentali. Ok il sito internet, ma la presenza “fisica” è indispensabile, bisogna lasciare qualcosa al cliente, una prova tangibile del vosto passaggio. Basta anche una stretta di mano, un guardarsi negli occhi per far capire che non siamo solo “virtuali”. Ad esempio, provate a contare quante penne avete a casa che riportano il nome di un’impresa. Le penne personalizzate sono strumenti di marketing molto gettonati, come altri gadget personalizzati.

Ma non è ancora tutto: bisogna organizzare eventi, essere presenti sui territori, partecipare alla fiere di settore, permettere al cliente di raggiungerci in sede e accoglierlo nel migliore dei modi per farlo sentire a casa. Serve accortezza, serve gentilezza, serve tanta, tanta pazienza. Alla fine, però, il risultato può essere straordinario, sia online che offline. E il motto resta sempre lo stesso: Don’t Panic! Soprattutto se siete giovani.

Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...