James Balog – Il grande ghiacciaio Bridge (British Columbia, Canada occidentale) soffre le estati sempre più calde: si è ritirato di ben 3 chilometri in appena 12 anni tra il 2004 e il 2016, circa 250 m all’anno. La sua contrazione farà diminuire il deflusso d’acqua verso gli impianti idroelettrici del fiume Bridge, che oggi soddisfano la domanda elettrica di circa 350.000 abitanti.

Qualche settimana fa vi avevo parlato del documentario, by Leonardo Di Caprio, “Before the Flood” che racconta in maniera abbastanza esaustiva il gravissimo e attualissimo problema del riscaldamento globale e i suoi effetti sul Pianeta. Un tema che, nonostante sia molto chiacchierato, non è mai preso troppo sul serio, un po’ per distrazione, un po’ per disinformazione, un po’ per pigrizia. Tutti siamo chiamati in causa ma non ci sentiamo ancora, forse, abbastanza responsabili.

A tal propoito le istituzioni si stanno muovendo per far luce sul problema e, anche il Museo di Storia Naturale, ha fatto la sua parte inaugurando la prima Experience Exhibition dedicata al cambiamento del clima, “Capire il cambiamento climatico”. La mostra, in programma fino al 26 maggio 2019, si presenta come uno spazio narrativo e sperienziale in cui i visitatori possono scoprire le cause e gli effetti attuali e futuri del riscaldamento globale, attraverso il linguaggio fotografico di National Geographic e tecnologie digitali immersive e interattive.

Frans Lanting – Il riscaldamento globale rende già oggi la vita difficile a molte popolazioni, causando siccità e ondate di calore che pregiudicano i raccolti agricoli e favoriscono malattie. Nell’estate 2003 anche in Europa le temperature vicine a 40°C provocarono oltre 70.000 vittime da colpo di calore. In Australia nel gennaio 2019 si sono sfiorati i 50°C.

L’idea centrale della mostra è che la Terra non morirà: soffrirà, cambierà, muterà, ma non scomparirà. A scomparire potrebbero essere le condizioni per la vita umana, o meglio NOI. La temperatura della Terra è aumentata di oltre un grado Celsius nell’ultimo secolo, il 2018 è stato il quarto anno più caldo della storia a livello globale e il primo anno più caldo in Italia, Francia e Svizzera. Capire le cause e conoscere gli effetti del riscaldamento globale è un passo fondamentale per contrastare questa tendenza e cambiare il corso del nostro futuro.

Brian J. Skerry – Iceberg in fusione ai margini dell’Isola di Baffin (Artico Canadese). Le datazioni al radiocarbonio di resti vegetali prelevati presso le fronti glaciali indicano che i ghiacciai della zona si trovano nelle posizioni più arretrate in ben 40.000 anni.

Oltre 300 scatti fotografici, realizzati da grandi maestri della fotografia del National Geographic, raccontano la profonda trasformazione del Pianeta causata dal riscaldamento globale: dalla fusione dei ghiacci perenni che si riducono oltre 400 miliardi di tonnellate ogni anno, ai fenomeni meteorologici estremi come le ondate di caldo senza precedenti o l’incremento di tempeste e uragani, dall’aumento di periodi di intensa siccità all’aumento del livello dei mari di 3,4 millimetri all’anno. Questi drammatici cambiamenti interessano tutte le regioni del Pianeta e sono destinati a intensificarsi nei prossimi decenni se non si mettono in atto interventi efficaci.

Brian J. Skerry – Gli ecosistemi marini di tutto il mondo sono vittime di grave inquinamento da rifiuti di ogni genere: plastica, rottami, mercurio e altri metalli pesanti… fino ai veleni rilasciati da migliaia di bombe inesplose nelle zone di guerra, che giungono a noi propagandosi attraverso le catene alimentari. Qui un gobbio giallo (Gobiodon okinawae) scruta attraverso la finestra della sua casa-lattina (Penisola di Izu, Honshu, Giappone).

“Capire il cambiamento climatico”- Experience Exhibition è una mostra immersiva in cui si assiste alla trasformazione del Pianeta dovuta al riscaldamento globale che condiziona la vita dell’uomo e delle specie animali e vegetali che faticano ad adattarsi a questo cambiamento. Installazioni digitali, olfattive e sonore e postazioni interattive si susseguono nel percorso espositivo sviluppato su un’area di 400 metri quadrati e suddiviso in momenti distinti: esperienza, consapevolezza e azione.

Il progetto espositivo è promosso e prodotto dal Museo di Storia Naturale di Milano, Comune di Milano | Cultura, OTM Company e Studeo Group in collaborazione con National Geographic Society, con la curatela scientifica di Luca Mercalli, Presidente Società Meteorologica Italiana.

INFO
www.comune.milano.it/museostorianaturale
www.natgeoexperience.com