L’ormai non esiste! Quello che sto per dirvi non è semplicemente di leggere un libro, “La vita inizia dove finisce il divano”, perché ha una storia interessante, tante buone idee e una trama avvincente, quello che vi consiglio è di farvi un regalo! Di scegliere di essere le persone che avete sempre desiderato essere e dimenticarvi di quello stramaledetto “ormai” che non ve lo ha permesso… ancora.

Ricominciare è difficile, forse lo vedete come scalare una montagna come il Fitz Roy, una tra le vette più pericolose al mondo situata al confine tra Argentina e Cile, oppure forse lo vedete come un furgone Renault Master del 87 versione lunga camperato in cui decidete di andare a vivere. Insomma ognuno ha la sua versione del “ricominciarsi” e tutte sono quelle giuste, perché non c’è un giusto e uno sbagliato nello scegliere di dire basta e ripartire da capo!

Veronica Benini, che conosciamo sui social come Spora, aveva “tutto” secondo le convenzioni della società: aveva 33 anni, viveva a Parigi, aveva una casa, un marito e un ottimo lavoro stabile destinato a farle fare carriere, aveva perfino il divano dei suoi sogni, insomma cosa poteva volere di più? La consapevolezza.

Nel giro di pochissimo tempo tutto quello che le sembrava stabile e sicuro si ribalta, si sgretola, si distrugge, scopre di avere un cancro al collo dell’utero, un marito pronto a chiederle il divorzio e un lavoro che le sta stretto. Tutti volevano qualcosa da lei, addirittura il suo corpo pretendeva e le chiedeva sacrifici, era davvero arrivato il momento di chiudere quella fase della sua vita.

Prima di tutto Veronica apre un Blog e un account Twitter perché, dopo aver scoperto di avere il papilloma virus e tre tumori maligni senza nessun sintomo, ha sentito la necessità di avvertirle tutte, non le amiche strette e le conoscenti ma proprio tutte le donne che riusciva a raggiungere e, in tredici anni, ne ha avvertite e quindi salvate più di cento.

Conseguenza naturale di una donna che spinge è trovare una community pronta a seguirla e sostenerla, anche nelle idee più folli, come quella di mollare tutto, ma davvero tutto e andare a vivere in un furgone (Veronica non ha la patente), ebbene sì il Renault Master del 87 versione lunga camperato, soprannonminato Lucio.

Chi segue la Spora sa che si porta dietro una bella dose di follia ma, allo stesso modo, è evidente la sua determinazione e concretezza, quindi sì, vita da furgone sia, ma con consapevolezza e un obiettivo: ricominciare una nuova vita in Italia dedicandosi completamente a un’attività ideata, pianificata e lanciata da lei, la “Stiletto Academy”. Il risultato è tanto lavoro, tanta fatica, molti viaggi on the road con autisti trovati su Twitter e soddisfazione, quella di vedere moltissime donne ricominciare a credere in se stesse.

Ho capito una cosa leggendo “La vita inizia dove finisce il divano” edito da DeA Planeta, ovvero che Veronica è autentica, è genuina, non fa finta di essere quella che non è per compiacere, come direbbe “qualcuna” è una vera Morgana dei nostri tempi, è il dolce e l’amaro in un mix perfetto come il cioccolato con il sale, un po’ scioccante di primo impatto ma presto capace di diventare passione irrinunciabile quando lo si assapora nella sua pienezza.
Passione irrinunciabile è anche quella che mette nel suo lavoro, che, senza neanche bisogno di dirlo: AMA!

Ama mettere in connessione le persone e ne trae una vera soddisfazione nel vedere tante donne pronte a sostenersi, ad aiutarsi e a crescere. Insegna alle persone, uomini e donne indistintamente, come il fare squadra sia la più grande soluzione per la salvezza del genere umano, che è sempre più evidente sia egoista e meschino. Veronica non ci va sul sottile, spara a zero, nel libro come sui social, ci porta a fondo con lei nei suoi fallimenti, nel suo dolore, nelle sue debolezze per mostrarci quanto sia tutto Normale. La normalità sta anche nel saper dire “ho fallito” e subito dopo girarsi dall’altra parte e dire “ok adesso ricomincio”.

E se non vi fosse ancora ben chiaro Veronica, che si è ricominciata più di una volta, a oggi ha una SRL, “Spora”, che fattura molto bene, se si fosse fermata al primo ostacolo credendo che fosse “troppo tardi” non sarebbe arrivata dov’è ora.

Inoltre, se pensate di conoscere Veronica perché la seguite su Instagram, non avete idea di quanto, attraverso le parole schiette che scorrono tra le pagine del libro, vi porti a conoscerla su un piano diverso, più tangibile quasi uscisse da quello schermo da cui siamo tanto abituati a vederla, per prendersi un caffè insieme a te e iniziare a raccontarsi… mi chiamo Veronica Benini, è il mio vero nome. Sono nata in Argentina nel 1976, anno del Drago per i cinesi, poco prima del golpe militare, da madre autoctona e padre figlio di immigrati toscani…