È ufficiale, la quarta serie de La Casa di Carta uscirà il 3 aprile su Netflix, a darne notizia a sorpresa è stato il primo teaser trailer mostrato al CCXP (Brazil Comic Con Experience), alla presenza di più di 3.500 fan impazziti, in seguito poi uscito sui social. In questo video di soli 28 secondi si alternano tutti i personaggi e inaspettatamente vediamo comparire anche Nairobi.

“Che il caos abbia inizio” questa la frase che accompagna le immagini, la terza serie si era conclusa sul più bello, proprio quando il gioco si stava facendo pericoloso, quindi la quarta non poteva che dare sfogo all’attesa di questi mesi.

Ma quello che c’è da chiedersi è, siamo rimasti davvero con il fiato sospeso per tutti questi mesi?
Sono stati molti i pareri contrastanti rispetto alla terza serie, (per chi non avesse visto le prime chiuda qui l’articolo), particolarmente sulla sua banalità nello svolgimento della trama, molto simili alle prime due serie.

La prima serie era stata geniale, innovativa, curiosa, ben strutturata, tanto che quell’interruzione nel bel mezzo della “battaglia” aveva mandato in crisi d’astinenza tantissimi fan che non vedevano l’ora di sapere come sarebbe andata a finire la vicenda. La seconda stagione è stata coinvolgente, molto meno intensa della prima, forse con alcuni colpi di scena che sembravano più “colpi di testa” degli autori, ma comunque avvincente. Il tutto poi è andato a concludersi con la buona riuscita dell’operazione (onorevole nello spirito ma comunque siete dei delinquenti) e l’inaspettata, o forse sospettabile, relazione dell’anno tra il Professore e l’ispettore Murillo.

Poi abbiamo scoperto che ci sarebbe stata una terza serie e allora la domanda è sorta spontanea, ma cosa mai avranno ancora da fare ora che sono belli nascosti nei loro paradisi terresti murati di soldi? Nella realtà assolutamente nulla, ma nello showbiz se una cosa funziona e porta a casa “il risultato” allora the show must go on, quindi perché non inventarsi di ricominciare tutto da capo?

Anche in questo caso le intenzioni sono nobili, povero Rio, se è un po’ babbazzo non è colpa sua, salviamolo dalla polizia che, legalmente, aveva tutto il diritto di arrestarlo, però visto che come sopra the show must go on, ci aggiungiamo la tortura così non è più socialmente accettabile e riprendiamo le danze. Il piano, certo, è tutto nuovo ma ha un po’ quell’allure dei tempi passati, non dico che la storia sia la stessa della rapina alla Zecca di Stato spostandola al Banco di Spagna… non l’ho detto.
Diciamo che qualche elemento lo fa pensare. La somiglianza più inquietante è come il personaggio di Berlino sia stato rimpiazzato con quello di Palermo da sembrare quasi una caricatura del suo predecessore, si poteva pensare a dargli una sua personalità.

Infine la decisione di interrompere la serie esattamente nel momento dell’irruzione da parte delle forze dell’ordine vi ricorda niente?
La serie in sé si lascia guardare ma non ha vinto sicuramente in fantasia, vedremo se invece questa quarta stagione sarà in grado di dare la svolta definitiva e ritornare sui binari della prima.