Sarà Michela Murgia a raccontare il femminismo “alla fine dei tempi”, domenica 29 marzo, nel format Triennale Decameron, ideato dalla Triennale di Milano, dove artisti, designer, architetti, intellettuali, musicisti, cantanti, scrittori, registi, giornalisti sono chiamati a sviluppare una personale narrazione sull’attuale periodo di crisi.

Nell’ambito di Triennale Decameron, Michela Murgia, in dialogo con Leonardo Caffo, filosofo e tra i curatori del Public Program di Triennale, affronterà il tema cosa vuole dire Essere Morgane nel 2020, il femminismo dalla fine del mondo. Michela Murgia, oltre a essere una celebre scrittrice, è anche una delle attiviste femministe più radicali, attente, intelligenti del panorama italiano, una donna che ha saputo raccontare le donne sotto moltissime sfaccettature e raccontarsi a sua volta in più occasione non lasciando mai nulla al caso e lanciando moltissimi spunti di riflessione. In questa conversazione racconterà cosa significa essere una “Morgana” nel 2020, ora che un tipo di mondo crolla per l’emergenza sanitaria e un altro pare debba venire a costituirsi. Che ruolo ha, se ne ha qualcuno, il femminismo “alla fine dei tempi”?

Una conversazione che si preannuncia interessante e ricca di interrogativi, capace di aiutare anche le menti più cocciute ad aprirsi per ragionare insieme su tematiche talvolta delicate e molto spesso poco considerate o non considerate con il giusto peso.

Tutte le “novelle” di Triennale Decameron saranno trasmesse in diretta sul canale Instagram di Triennale. Tutti i giorni alle 17.00.

Michela Murgia
Michela Murgia è una delle scrittrici italiane più famose nel mondo. Le sue opere sono tradotte in decine di lingue. Tra queste: Accabadora, Einaudi, Torino, 2009; Chirú, Einaudi, Torino, 2015; Istruzioni per diventare fascisti, Einaudi, Torino, 2018; Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe, Mondadori, Milano, 2019. Attualmente è anche conduttrice radiofonica per Radio Capital, ha lavorato per il cinema, la televisione, il teatro.

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