Una bella notizia arriva dalla Nuova Zelanda, dopo l’ultimo conteggio il Kakī, l’uccello più raro del mondo e sacro per i Maori, si può considerare salvato dall’estinzione. In quest’ultimo periodo abbiamo davvero sentito tante cattive notizie legate al mondo degli animali e sul cambiamento delle specie viventi sul nostro pianeta anche a causa delle azioni dell’uomo, ma questa volta possiamo davvero dire con fierezza che l’uomo ha salvato una specie dall’estinzione, infatti il conteggio dei kakī, chiamato anche il Cavaliere Nero, ha mostrato un aumento del 31% della specie. Attualmente sono 169 gli uccelli kakī ed è il numero più alto mai ottenuto negli ultimi quarant’anni.

primo piano di un uccello kaki, con piumaggio nero e rampe rosa

La bella notizia è arrivata sui social ufficiali di Kakī Recovery Programme che attraverso diverse organizzazioni sta lavorando per accrescere la popolazione del black stilt (Himantopus novaezelandiae) o kakī. Il problema principale per il Cavaliere Nero sono i predatori e ovviamente l’inquinamento ambientale, infatti i kakī sono uccelli migratori, quindi vivono e si riproducono nel bacino del Mackenzie dell’Isola del Sud, rappresentando un vero e proprio ‘tesoro’, non solo per i Maori, ma per tutta la fauna locale. Un tempo i kakī erano in abbondanza, purtroppo l’introduzione di predatori non nativi nella come gatti, ratti selvatici e furetti ha minano la sopravvivenza dei volatili decimandone la popolazione lasciando nel 1981 solo 23 adulti e quattro coppie nidificanti allo stato selvatico.

Da tempo però Te Manahuna Aoraki insieme a Global Wildlife Conservation stanno finanziando un programma proprio per evitare l’estinzione della specie e la salvaguardia dell’ambiente, questo processo di conservazione ha dato non poche difficoltà ma i primi risultati stanno arrivando attraverso la riproduzione e il reinserimento in natura. Ci sono infatti nuove nidiate, il che potrebbe significare il rilascio di 60 uccelli in natura. “Grazie allo sforzo del team coinvolto del Dipartimento della Conservazione e all’incredibile sostegno delle organizzazioni partner, ci sono altri 40 uccelli adulti che vivono e si riproducono in natura rispetto allo scorso anno”, ha dichiarato il ministro della Conservazione, Eugenie Sage.