Il critico d'arte Philippe Daverio durante la preview della mostra multimediale "Van Gogh Alive-The Experience" nella ex chiesa di San Mattia a Bologna, 4 maggio 2017
ANSA/GIORGIO BENVENUTI

È morto Philippe Daverio, lo storico dell’arte ci ha lasciati oggi a 71 anni, si trovava all’Istituto dei Tumori di Milano, a darne notizia è stata la regista teatrale e direttrice del Franco Parenti, Andrèe Ruth Shammah con un messaggio su Facebook “Philippe Daverio non c’è più”, all’Ansa dice, “Mi ha scritto suo fratello stamattina per dirmi che Philippe è mancato stanotte”.

 

Docente e saggista, ex assessore alla Cultura del Comune di Milano, Philippe Daverio ha portato l’arte nelle case degli italiani con i programmi Rai “Il Capitale di Philippe Daverio” e il famoso “Passepartout” dal 2002 al 2012, con la sua tipica leggerezza e quell’inconfondibile piglio pop dal gusto aulico raccontava di temi fondamentali della storia dell’arte, traeva i suoi spunti dal patrimonio culturale, dalla storia, dalle notizie di cronaca e dalle mostre in corso affascinando moltissimi telespettatori, Daverio con gioia metteva la sua infinita cultura e conoscenza alla portata di tutti con il suo stile immediato e assolutamente non accademico. Negli ultimi anni ha partecipato anche a “Striscia la notizia”, proprio ieri mattina sui profili social del canale è stato pubblicato il suo ultimo servizio sulle curiosità e i segreti sull’Opera di Parigi, sulla Gioconda e gli aneddoti su Raffaello Sanzio e Claude Monet.

primo piano del critico d'arte Philippe Daverio

Così ci lascia un intellettuale cosmopolita, nato il 17 ottobre 1949 a Mulhouse, in Alsazia, dal 1961 al 1967 frequeta il Liceo scientifico francese, per poi arrivare in Italia per gli studi universitari. Si iscrive al corso di laurea in Economia e Commercio presso l’Università Bocconi di Milano quella che diventerà poi la sua città, ed è proprio qui che inizia la sua lunga attività legate all’arte, tra gallerie d’arte, la sua prima nasce nel 1975 proprio a Milano in Via Montenapoleone e si chiama “Galleria Philippe Daverio”, ed è dedicata all’arte italiana del XX secolo. Ma è nel 1986 che decide di andare oltreoceano e apre a a New York la “Philippe Daverio Gallery” con lo stesso tema della prima, mentre la terza la aprirà tre anni dopo tornando a Milano, lo spazio di corso Italia è dedicato all’arte contemporanea. Ma a Philippe piaceva l’idea di arrivare al pubblico per raccontare la sua più grande passione, così nel 1999 inizia la sua carriera in televisione come inviato per la trasmissione Art’è su Raitre, l’anno dopo è autore e conduttore di Art.tù. Ormai è un volto noto e amato della televisione italiana.
La sua carriera è costellata di onorificenze, nel 2013 ha ricevuto dal presidente della Repubblica il Cavalierato delle Arti e delle Lettere e la Medaglia d’Oro di benemerenza del Ministro per i Beni Culturali, sempre nel 2013 è stato insignito dal presidente della Repubblica francese della Legion d’Honneur. Diventa direttore artistico del Grande Museo del Duomo di Milano nel settembre 2014 e dal 2015 membro del Comitato scientifico della Pinacoteca di Brera e Biblioteca nazionale Braidense.

Moltissimi gli amici che lo hanno ricordato in queste ore, un saluto speciale è arrivato anche dal Sindaco di Milano Beppe Sala con un lungo post su Facebook, “Con Philippe Daverio scompare uno dei grandi protagonisti della vita culturale di Milano degli ultimi decenni. Daverio è stato un innamorato di Milano cui ha sempre dato la forza della sua originalità e della sua competenza, dal Comune alla Scala fino al Museo del Duomo e a Brera. L’ho visto all’opera in tanti frangenti, non sempre ho condiviso le sue posizioni, ma mi ha sempre colpito la sua libertà di pensiero. Soprattutto Milano e l’Italia devono allo spirito internazionale e alla capacità comunicativa di Philippe la sua lotta in difesa del bello e dell’arte del nostro paese di cui fu un instancabile e geniale divulgatore. Grazie, Philippe, and “save Italy”!