Ecco perché la serie Il club delle babysitter è stata cancellata da Netflix

254

Rachel Shukert, la creatrice di Il club delle babysitter, si apre sulla brusca cancellazione dello show reboot da parte di Netflix dopo solo la seconda stagione.

Il club delle babysitter

La creatrice di Il club delle babysitter si apre sulla decisione di Netflix di cancellare la serie. Basato sugli omonimi romanzi per bambini dell’autrice Ann M. Martin, l’ultimo adattamento ha debuttato nel luglio 2020.

Mantenendosi in linea con il suo materiale di partenza, ma offrendo anche aggiornamenti per il pubblico moderno, Il club delle babysitter ha seguito gli studenti delle scuole medie – Claudia Kishi (Momona Tamada), Dawn Schafer (Xochitl Gomez), Kristy Thomas (Sophie Grace), Mary-Anne Spier (Malia Baker), e Stacey McGill (Shay Rudolph) – mentre progettano di avviare un business di babysitting.

La prima stagione di Il club delle babysitter di Netflix ha raccolto un rapido e fervente consenso da parte del pubblico e della critica, molti dei quali hanno elogiato l’adattamento per essersi efficacemente rivolto a spettatori di tutte le età. La seconda stagione ha attirato lodi ancora più ampie, con il cast elogiato per le performance e le trame che riescono nel delicato equilibrio di mantenere un tocco leggero, pur affrontando questioni importanti.

Il club delle babysitter

La decisione di Netflix di cancellare la serie Il club delle babysitter dopo la seconda stagione è stata accolta con molta sorpresa e obiezione data la popolarità dell’adattamento, in particolare tra i più giovani.

In un’intervista la creatrice della serie Rachel Shukert si è aperta sul perché Netflix ha deciso di cancellare Il club delle babysitter, la Shukert alla fine ha dato la colpa alla dipendenza del servizio dagli algoritmi. Come lei stessa ha spiegato, la serie è dedicata solo al suo presunto target di giovani – nonostante i critici di diverse fasce demografiche abbiano raccomandato lo show a un più ampio spettro di età.

In definitiva, Shukert crede che Netflix potrebbe non aver dato all’adattamento lo spazio di cui aveva bisogno per crescere, dicendo: “Le persone giuste non l’hanno guardato al momento giusto per Netflix”. Ecco nello specifico che cos’ha detto,

“Penso che questo sia un prodotto che dipende dai dati algoritmici e non da il reale interesse delle persone verso lo show e cercare di capire un modo per proporlo. Uno show come questo ha un enorme potenziale nostalgico. Le persone che sono cresciute leggendo i libri, le persone che hanno figli di quell’età… Ma se hai 35 anni e hai amato i libri e non guardi molta roba YA o nessuna delle cose per bambini e famiglie di Netflix, il servizio di streaming non te le mostra.

Ne avremmo parlato e loro avrebbero detto: ‘Beh, speravamo che avrebbe avuto più successo tra il pubblico adulto’. Non succederà se non sanno che c’è! Guardando quali sono stati i nostri numeri possiamo dire che il pubblico c’è. Non è vero che nessuno lo ha guardato. Ma per qualche motivo, le persone “giuste” non l’hanno guardato al momento giusto secondo Netflix in questo momento”.

Il club delle babysitter

Shukert, che ha anche lavorato come sceneggiatrice e produttrice su GLOW di Netflix, ha detto che sentiva che lo streamer aveva cambiato la sua visione negli anni dal debutto del dramma sul wrestling. All’epoca, con uno show come GLOW, era più accettabile avere una serie più piccola che potrebbe non essere vista da un grande pubblico.

Ma più recentemente questa mentalità è cambiata. Forse come testimonianza del sentimento mutevole, anche la stagione 4 di GLOW ha trovato la sua ingiusta cancellazione, il che significa che lo show si è concluso in modo irrisolto dopo la stagione 3.

LEGGI ANCHE-> 13 serie Tv Netflix dove le donne hanno ruoli fondamentali, perfette per scardinare il sistema

Il club delle babysitter

Nonostante la sua delusione per la cancellazione dello show, Shukert si complimenta con Netflix per averle concesso libertà creativa in termini di storie che spera di raccontare con Il club delle babysitter. Tuttavia, se è a causa dell’aumento della concorrenza o perché – come hanno sottolineato gli analisti – Netflix si è stabilizzato in termini di aggiunta di nuovi abbonati, lo streamer è evidentemente meno disposto a tenare con uno show che non prende subito fuoco.

Oltre a lasciare gli showrunner come Shukert perplessi, è possibile che queste cancellazioni improvvise possano lasciare i potenziali spettatori meno disposti a impegnarsi con gli originali di Netflix, per paura che possano essere eliminati a metà strada. Indipendentemente da ciò, la cancellazione della ricreazione nostalgica di Shukert di Il club delle babysitter è stata una delusione per molti.