Better Call Saul 6, ci avviciniamo sempre di più alla serie madre. Recensione episodio 4

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Gus inizia ad essere in ansia per la sua vita ed è entrato in modalità allarme rosso, mentre Jimmy va a fare un primo giro in giostra.

Better Call Saul 6

Gus Fring sta diventando nervoso. Abbiamo un tour de facto della sua psiche nell’episodio 4 di Better Call Saul 6, attraverso l’elaborato sistema di sorveglianza progettato per individuare Lalo Salamanca, l’uomo che Gus ha cercato di uccidere, prima che Lalo possa ucciderlo.

È un’operazione per la quale non ha badato a spese. Sette telecamere sono puntate sulla casa di Gus; qualcuno tiene d’occhio le auto vicine quando lui guida; un sicario lavora alla friggitrice al Los Pollos Hermanos dove Gus ha un ufficio; e due ragazzi seguono Kim, nel caso in cui Lalo vada a cercarla.

Inoltre, indossa un giubbotto antiproiettile e ha un’arma da fuoco legata alla caviglia. Sembra proprio che si stia aspettando il peggio. “Due settimane e non abbiamo avuto un accenno”, dice Mike, verso la fine dell’episodio.

Sciocchezze, dice Gus, senza mezzi termini. È in un gioco in cui l’istinto può fallire solo una volta, e non si farà sviare dalla sua convinzione che Lalo sia vivo. Come spettatori, sappiamo che ha ragione, ma siamo all’oscuro di tutto il resto rispetto a quello che sta facendo Lalo.

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Non si è visto negli ultimi due episodi e il nome di Tony Dalton nei titoli di testa non conta. L’obiettivo è quello di mettere il pubblico nello stesso stato mentale di Gus. Anche noi sappiamo che Lao sta arrivando. Esattamente quando è un totale mistero.

Sempre se arriva. L’ultima volta che l’abbiamo visto, il membro più truce del clan Salamanca – non vuole essere una competizione ma solo la realtà – era a caccia di prove che Gus fosse dietro la fallita e sanguinosa irruzione in Casa Lalo. Non mostrerà questa prova a Gus, ovviamente, le mostrerà al cartello. Il che potrebbe significare che Gus dovrà affrontare un’intera organizzazione con molti aggressori capaci alle sue dipendenze.

Quello che però noi sappiamo per certo è che Gus vivrà, questa sicuramente sarà una bella sfida per gli sceneggiatori di “Better Call Saul”, dato che Gus è un personaggio principale in “Breaking Bad” e Lalo no – è menzionato una volta da Saul in quella serie, il che lascia un po’ di spazio narrativo – la sopravvivenza di Gus, almeno fino alla fine di questa serie, è assicurata.

Il che è come dire che il grado di difficoltà affrontato da Vince Gilligan, Peter Gould e ogni altro sceneggiatore di questo show è molto alto, stanno scommettendo sul fatto che quando una storia è raccontata abbastanza bene, riesce a essere ricca di suspense anche se l’esito finale è noto.

Il successo di questa stagione risiede, quindi, non tanto in ciò che accadrà, ma nel come. E questo è davvero molto intrigante.

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Siamo affascinati dal signore e dalla signora Ryman, come vengono identificati nei titoli di testa, i vicini di casa di Gus che vanno in bicicletta e sanno usare i segnali delle mani, interpretati dalla vera coppia Kirk e Joni Bovill. C’è un tunnel nascosto tra le loro case, la cucina e il soggiorno dei Ryman sono occupati dai subalterni di Gus, alcuni armati, altri con un’installazione di schermi video. I Ryman sembrano vivere nel loro seminterrato, dove fanno puzzle quando non escono a fare un giro.

Chi sono queste persone? Fino ad ora, il numero di non combattenti consapevoli della doppia vita di Gus è, vediamo… uh, zero? Almeno per quanto ne sappiamo a questo punto della storia. Quindi, dobbiamo presumere che i Rymans siano sul libro paga dell’uomo del pollo. Ma uno degli osservatori video di Gus si riferisce alla signora Ryman come “signora” quando lui chiede del tè freddo, suggerendo che non la conosce bene. E i Ryman sembrano conoscere intimamente l’associazione locale dei proprietari di case, il che implica che sono membri di lunga data e veterani della comunità.

Quello che è certo è che quando Gus si è trasferito al 1213 Jefferson St. ha acquistato la casa accanto, presumibilmente una misura “just-in-case” che ora sta tornando utile.

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Mentre Gus si agita, Jimmy e Kim continuano l’Operazione Cockamamie, che in questo episodio consiste nel fuggire brevemente con la Jaguar di Howard mentre lui è dal suo psichiatra. (Apprendiamo che l’uomo ha problemi coniugali.)

Il piano prevede una pantomima con la sempre amabile Wendy S. (Julia Minesci), che i fan di “Breaking Bad” ricorderanno come la tossica e prostituta che ha aiutato Jesse con un suo piano folle. (Doveva consegnare hamburger avvelenati ad alcuni spacciatori di strada particolarmente malvagi che Jesse voleva morti nella terza stagione).

Questa volta, Wendy finge di essere stata buttata fuori dall’auto di Howard, facendo sembrare a Clifford Main, l’unico spettatore inconsapevole di questo spettacolo, che Howard sta frequentando, e maltrattando, una prostituta.

Come per le precedenti fasi di questa operazione per incastrare Howard, tutto funziona senza difetti, preannunciando così chiaramente che l’intero piano alla fine fallirà. C’è un cambiamento di tono stridente in queste scene, come se “Better Call Saul” avesse deciso che non può essere solo tensioni e tafferugli mortali ma deve passare occasionalmente a momenti più rilassati.

Questo è certamente risulta più leggero della tensione provata in precedenza guardando un uomo che teme per la sua morte imminente. Però forse è anche troppo violento il cambio di registro, quando Jimmy si fa l’abbronzatura spray, i denti sbiancati e mette una parrucca per fare l’imitazione di Howard, lo spettacolo sembra un po’ goffo.

In tribunale, Jimmy è ormai un reietto a causa del suo successo nel far uscire Lalo, adesso che tutti sanno cos’è realmente successo. Così in un attimo è malvisto da tutti, dalle guardie di sicurezza, dai commessi e dai procuratori, esattamente al contrario, invece, di come viene visto dai criminali di zona che lo chiamano senza tregua per una consulenza.

Quindi, bentornato Spooge! (David Ury) Sembrando molto più sano e lucido di quanto sarà nei panni di un tossicodipendente e di un rapinatore negli episodi di “Breaking Bad”, Spooge è beatamente ignaro che in un futuro non troppo lontano il suo partner tossicodipendente gli schiaccerà la testa con un bancomat. Per ora, ha problemi legali con un amico non identificato, e Jimmy è diventato così popolare che viene presto buttato fuori dal suo ufficio dietro al salone di bellezza.

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Questo porta all’ultima scena dell’episodio, in cui Jimmy mostra il suo nuovo spazio di lavoro a Kim. Ha un gabinetto al centro della stanza e non molto altro. Come gli spettatori sanno, questo modesto, puzzolente angolo di un impopolare centro commerciale sta per avere una spettacolare e sgargiante ristrutturazione a tema patriottico.

Una delle scene più interessanti della puntata è stata sicuramente quella tra Mike e Kim, forse il punto culminante di questo episodio, Mike sta sicuramente lusingando Kim con la sua frase “fatta di una scorza più dura”. Molto probabilmente, sta parlando con lei invece che con Jimmy perché Kim ha notato che è stata pedinata e ha avuto il coraggio di affrontarli.

È del tutto possibile – in realtà, sembra abbastanza probabile – che anche Jimmy sia seguito e che semplicemente non se ne sia accorto. Forse Mike ha deciso di scambiare una parola tranquilla con Kim in modo da poter continuare a tenere i due uomini nelle vicinanze.

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Durante l’episodio poi ci sono alcune domande che rimangono in sospeso, per esempio come mai si fa quel riferimento alla casa rosso pomodoro? Sembra improbabile che sia stato dato così tanto peso a quel particolare edificio senza motivo.

Jimmy sembra ansioso di confessare ai nuovi clienti che ha aiutato Lalo, mentre in tribunale si chiamava Jorge de Guzman, cosa che Jimmy ha rifiutato di riconoscere ai pubblici ministeri. In questo episodio, quando il vice procuratore distrettuale Bill Oakley (Peter Diseth) accusa Jimmy di scarsa condotta morale – “Hai truffato il giudice. E per cosa? Per rimettere in libertà uno psicopatico assassino del cartello” – Saul dice semplicemente: “Provalo”. Beh, le prove non sono inutili una volta che confessi la metà dei criminali di Albuquerque?