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Dior Haute Couture A/I 2016-17

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Dior HC FW 2016-2017 - ph. Marton Perlaki for Dior

La collezione di haute couture A/I 2016 di Lucie Meier e Serge Ruffieux per Dior è un ritorno alle origini, alle basi stesse della Maison, gli atelier. A simboleggiare questa scelta, a sfilata si svolge nei saloni del numero 30 di Avenue Montaigne.
Il tailleur Bar, vera e propria essenza della Maison Dior, è la principale ispirazione di Lucie Meier e Serge Ruffieux, come un cuore pulsante si avverte nell’intera collezione.
Ma il riferimento non si limita esclusivamente alla forma, la silhouette simbolo costituita da una giacca attillata come una clessidra e da una gonna lunga, ma riprende tutti gli aspetti del tailleur Bar. A cominciare dalla sua palette originale, un brillante contrasto tra bianco e nero, che colora l’intera collezione.
L’associazione di questi due simboli rappresenta la dualità: maschile e femminile, storia e modernità. Lo stesso Monsieur Dior adorava la giustapposizione dei due colori. “Il bianco è puro e semplice, e sta bene con tutto” e ancora, “Potrei scrivere un intero libro sul nero”. Da queste citazioni nasce una palette che invade materiali e stampe.
La struttura del tailleur Bar è reinterpretata, Lucie Meier e Serge Ruffieux iniziano dalla gonna, che dà vita a sperimentazioni su plissé, drappeggi degli abiti da sera o gonne lunghe. La fodera, con i suoi spessori di organza che danno corpo, diventa un abito a parte, come se il modello originale venisse visto ai raggi X. I volumi couture del New Look si fanno più leggeri, più contemporanei. La giacca è decostruita, allungata sulle falde o ruotata in verticale, donando animazione e movimento, un nuovo look dallo spirito Dior.

Unico colore e solo ornamento, un oro dal ricamo scultoreo, ispirato al lavoro di César o di Claude Lalanne, riferimento anche all’Art brut. Jean Cocteau diceva di Dior: “Un genio sottile dei nostri tempi il cui nome magico racchiude ‘Dio’ e ‘oro'”.
Quest’oro esalta la collezione donandole enfasi, i ricami si indossano come gioielli.
Per l’occasione, i saloni Dior si impreziosiscono, parzialmente ricoperti da pannelli dorati, mentre i gioielli della collezione richiamano le forme scultoree e il posizionamento asimmetrico dei ricami.

Tutto celebra l’inimitabile savoir-faire degli atelier Dior, fonte di ogni bellezza.

Alcune delle celebrities che hanno assistito alla sfilata

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Alessandra Chiaradia
È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l'occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio. In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce...