Si dice spesso che l’epoca in cui viviamo procede inesorabilmente verso l’anestesia delle emozioni, la freddezza e la superficialità dei rapporti, poiché gli schermi digitali dietro i quali agiamo e con cui lavoriamo ci hanno fatto dimenticare le cose semplici e vere.
Analizziamo tutto, vogliamo sapere tutto ma non andiamo mai davvero a fondo. Ci piace qualcuno? Non ci lasciamo andare mai davvero perché siamo terrorizzati dalle conseguenze.

I giovani, i millennials come li chiamano adesso, vengono soffocati dai problemi prima ancora di avere delle opportunità. Stiamo già piangendo il morto e non riusciamo a vedere invece tutte le possibilità che abbiamo davanti. Se vivi a Napoli e ami questa complessa, dura e forte città che sa stregarti ma anche respingerti, e hai un sogno, il primo pensiero è di andare via.
Vuoi aprire un’attività commerciale? Non pensarci neppure a Napoli, ci sono concorrenza, violenza, malavita e ci perderesti tutti i soldi che hai investito. Vattene, non c’è posto. Questo ci ha insegnato la società.

Nei momenti di sconforto viene voglia di isolarsi, di tornare alle piccole cose sicure che hanno sempre fatto parte della vita. Ti bevi un caffè e magari leggi un libro, perché forse nessuno meglio di uno scrittore può salvarti dal baratro. Le storie ci salvano, i libri ci salvano.

Libri e caffè, cosa c’è di meglio?
Spesso si danno per scontate molte cose che sono fonte di piccoli attimi di felicità. Ma dove trovare un posto che ti offra tutto questo in una città come Napoli dove sembra essere tutto morto?
Proprio nel cuore della città: in via Duomo 93 c’è uno di quei posti capace di regalarti vero e autentico stupore in quei momenti in cui non ti aspetti più nulla.

Si chiama A&M Bookstore, ed è un book bar che va contro tutti i peggiori luoghi comuni sulla lettura, i libri, i bar e soprattutto su Napoli. Un posto dove si organizzano laboratori per bambini, merende letterarie, corsi di scrittura creativa e molto altro.

Il book – bar è fondato e gestito da Anna Minucci e Andrea Ambrosino, rispettivamente 27 e 32 anni (proprio l’età più scoraggiata di questi tempi), hanno deciso di mettere insieme le loro esperienze e abilità per aprire un posto dove le persone si sentano accolte. L’obiettivo è quello di creare connessioni tra persone che, pur con interessi diversi, possano trovare un posto in cui incontrarsi leggere un libro e bere un caffé. Perché, come diceva qualcuno, le parti migliori della vita sono quelle in cui le persone si incontrano.

La prima sensazione che si prova entrando da A&M è quella di sentirsi accolti. Lasci fuori tutti i pensieri e le angosce per immergerti in un luogo nel quale senti che è finalmente possibile essere connessi con gli altri nella realtà, nel qui e ora. Anna e Andrea hanno aperto da soli due mesi e non negano le difficoltà che hanno dovuto affrontare e le porte sbattute in faccia, prima di arrivare dove sono adesso e di aver coronato il loro sogno.
Non è affatto semplice aprire un’attività come questa.
Anche per loro ci sono state molte situazioni in cui non gli è stata data fiducia perché troppo giovani e inesperti, perché una libreria indipendente verrebbe inevitabilmente schiacciata dalla concorrenza dei colossi dell’editoria e del mercato.
Ma quando ho chiesto loro cosa li ha spinti ad andare avanti, cosa gli ha dato la forza di superare tutti i muri di gomma contro cui si sono scontrati, con il sorriso accogliente e dolce che caratterizza entrambi mi hanno detto “Ci abbiamo creduto”.

Non si tratta semplicemente di crederci, Anna e Andrea mi hanno dimostrato che la vera forza è piuttosto “non crederci”: non credere alle persone che ti vogliono bloccare, che non ti perdonerebbero il successo nella vita, a quelli che ti dicono che in Italia non si legge abbastanza e non si comprano libri.

Anna crede in una cosa fondamentale che è alla base del marketing e dell’economia in molti settori: le persone non sanno di volere qualcosa finché non glielo metti davanti. E lei ha sempre pensato che bastava far vedere alla gente che ci sono posti diversi dai soliti bar e dalle solite librerie, luoghi in cui ci si può sentire liberi e accolti.
Sia Anna che Andrea pensano che sia fondamentale il rapporto con il cliente, curarsi delle persone che vanno da loro perché anche questa è una cosa che col tempo stiamo perdendo. Anna ama davvero il lavoro che fa, perché lei non si limita a vendere un libro, lei ne parla con il cliente e consiglia questo o quell’altro testo con attenzione e riflessione.

Parlando con loro si percepisce forte la voglia di indipendenza, la voglia di essere liberi e padroni delle proprie scelte, il desiderio di non dipendere da nessuno. Ma soprattutto mi hanno dimostrato che due persone che si amano possono anche lavorare insieme e avere un progetto comune. Perché non è sempre vero che lavorare insieme rovina l’amore.
Anna e Andrea con la loro dolcezza e accoglienza mi hanno raccontato una storia diversa che alla base di tutto ha l’amore, un amore sostenuto dalla capacità di non arrendersi mai. E gli sarò sempre grata di avermi dato questa speranza, perché è bello ogni tanto mettere in pausa la cruda realtà e provare a sognare di nuovo.