Vittorio Corcos a Palazzo Pallavicini
Vittorio Corcos, La Parigina, 1897 olio su tela, 65×50 cm, collezione privata

Quando visiti una mostra dedicata a Corcos ti trovi sempre davanti ad un dilemma: non sai se sei tu ad osservare i quadri o se sono loro ad osservare te. Vittorio Corcos Ritratti e Sogni riapre a Palazzo Pallavicini in quel di Bologna, fino al 27 giugno 2021, una grandissima occasione dopo le chiusure dovute al Covid, per poter osservare da vicino le oltre 40 opere provenienti da collezioni private e pubbliche. Una rassegna dettagliata a cura del Professor Carlo Sisi, che ripercorre la vita di Vittorio Corcos, uno dei più grandi interpreti dei costumi della Belle Époque insieme a Boldini e De Nittis.

Ritratti e Sogni in un magico gioco di sguardi. Gli occhi dei ritratti sono più vivi che mai, se la didascalia non indicasse che sono dipinti, si potrebbe dire che sembrano delle fotografie. Protagoniste indiscusse sono le donne, che vennero definite creature che hanno in sé qualche cosa del fantasma e del fiore.
L’abilità di Corcos va oltre la mera rappresentazione, c’è un qualcosa di psicologico nelle sue tele, una riflessione dietro ogni pennellata. Così la bellezza degli abiti e la grazia delle acconciature si unisce al magnetismo degli occhi, all’enigmaticità dei sorrisi, sembra davvero che quei ritratti pensino.

L’espressività degli sguardi fa letteralmente parlare le opere, una volta varcato l’ingresso della mostra, ci si ritrova ad una serata di gala, in un salotto della Belle Époque parigina, dame e signori sfoggiano i loro abiti migliori, i loro sorrisi più affabili e i loro sguardi più seducenti e osservano il visitatore in cerca di un dialogo.

 

Non sono solo le donne ad essere in mostra. C’è un’attenzione particolare nel rappresentare alcuni degli uomini di spicco della società, con una minuzia di particolari da fare invidia alla fotografia. In un articolo di Ugo Ojetti, questo rivela che Corcos era solito fare colazione con i personaggi che doveva ritrarre, così da comprendere meglio il loro carattere.
Tra le opere più evocative in mostra troviamo il ritratto dedicato a Lina Cavalieri, soprano e attrice cinematografica colei che venne definita da D’Annunzio come la “massima testimonianza di Venere in terra”.
Non solo, troviamo tanti paesaggi della sua Livorno, il Ritratto di Giosuè Carducci del 1892, il Ritratto dell’editore Treves e del critico Yorick che insieme ad altri intellettuali dell’epoca erano protagonisti del salotto letterario dell’artista e della moglie Emma.
Una lunga riflessione che entra nella stessa psicologia di Corcos, unita ad alcuni scatti esposti che lo mostrano al lavoro.

Vittorio Corcos a Palazzo Pallavicini Sogno
Vittorio Corcos, Sogni, 1896, olio su tela, 161×135 cm Courtesy Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma

L’ultima sala è consacrata all’opera che più di tutti identifica l’artista e il suo stile.
Una volta entrati, lo sguardo va direttamente a lei, a Sogni, all’opera più simbolica della mostra. Un dipinto che fece piuttosto scalpore all’epoca. Sogni venne presentato alla Festa dell’Arte e dei Fiori di Firenze nel 1896 e tutti i presenti identificarono la donna ritratta come Elena Vecchi, figlia dello scrittore Jack La Bolina. Una posa decisamente non convenzionale, uno sguardo deciso, una donna intellettuale ed inquieta che, secondo la critica di allora sembra stia sognando “ciò di cui non dovrebbero sognare le ragazze”.

Il ritratto raffigurava una donna evidentemente troppo sicura di sé per i canoni dell’epoca, e questo creò non pochi problemi a Elena che vide scappare i suoi pretendenti a causa del successo del dipinto. Ed è proprio con questo sguardo che si chiude la rassegna di Palazzo Pallavicini, uno sguardo che a distanza di anni riesce ancora a raggiungere l’animo di chi lo osserva, questa è la vera dote di Vittorio Corcos.

 

INFO:

Vittorio Corcos Ritratti e Sogni

Dal 27 aprile al 27 giugno 2021 Palazzo Pallavicini
Via San Felice 24, 40122 Bologna

Orari: Lunedì chiuso. Aperto da martedì a domenica in zona gialla, dalle 11.00 alle 20.00 (ultimo ingresso ore 19.00).
Prenotazione obbligatoria sabato e domenica

Biglietti:
Intero € 13
Ridotto € 11
Bologna Welcome e Card Cultura € 10
Biglietto famiglia con figli dai 6 ai 18 anni non compiuti, Genitore € 10 Minori dai 6 ai 18 anni non compiuti € 8
Biglietto Open € 16
Gratuito per bambini sotto i 6 anni, disabili con certificato.

Per approfondire le opere la mostra si può scaricare gratuitamente l’APP Audioguida “Palazzo Pallavicini”