And Just Like That, il nuovo episodi ci ricorda perché abbiamo tanto amato la serie originale. Recensione episodio 5

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L’episodio di And Just Like That di questa settimana è stato in molti modi un promemoria di ciò che ha attirato così tanti fan nel tempo.

Per uno show con un titolo così sensuale, le scene d’amore nell’originale “Sex and the City” erano di solito più comiche che sexy. In varie occasioni, Carrie va a letto con ragazzi sbagliati tra cui uno che si esibisce come un “coniglio di Jack”, Charlotte esce con un uomo che sviene e urla oscenità a letto, Miranda ha a che fare con un uomo incredibilmente sovrappeso e Samantha si rotola letteralmente nel fieno con un contadino, solo per citare alcuni dei molti incontri sessuali assurdi.

Ma la scena di sesso nell’episodio di questa settimana “And Just Like That…” – quella che abbiamo visto tra Miranda e Che – avrebbe potuto infrangere questo schema… se non fosse stata inframezzata con scene di Carrie che fa la pipì in una bottiglia te alla pesca e poi la rovescia sulle lenzuola. Carrie è costretta a letto dopo un’operazione all’anca e ha poca mobilità, una svolta che sembra intesa, in parte, a dimostrare che non è vecchia. Finisce anche per essere un comodo espediente per portare alla ribalta diversi temi e linee narrative della serie.
All’inizio dell’episodio, vediamo Carrie, che non ha mai mostrato il minimo dolore mentre sfrecciava per le strade di Manhattan su tacchi da 10 cm, improvvisamente non riuscire a salire le scale senza usare un ombrello come bastone. Crede di avere l’artrite, si applica un cerotto antidolorifico e continua a zoppicare.

And Just Like That

Ma la nuova amica, Seema, la costringe a fare una visita approfondita da un dottore di fiducia dove scopre che il suo dolore è dovuto a un difetto congenito alla nascita, non alla “malattia delle vecchie signore”. Così Carrie va sotto i ferri e si rimette in sesto con l’aiuto di un fisioterapista talmente sexy che è disposta a pagare di tasca sua.

Nel frattempo, a turno Charlotte e Miranda si prendono cura di lei, proprio come hanno fatto dopo la morte di Big.
Un pomeriggio, mentre Carrie fa un sonnellino, Miranda è nell’appartamento di Carrie, il suo vecchio appartamento, per essere precisi – è dove si è trasferita adesso, quando Che arriva con una bottiglia di tequila. Come due adolescenti arrapate che bevono alcolici di nascosto mentre mamma e papà dormono, Miranda e il Che si fanno degli shot in cucina. Il bere porta a fumare erba, che porta a passarsi il fumo per bocca, che porta ad una scena d’amore bollente e selvaggia tra i due personaggi. Porta anche al fatto che Carrie viene svegliata e non riesce ad andare in bagno da sola. Da qui la storia della pipì in bottiglia.
Più importante, si trasforma in un momento in cui “And Just Like That…” è al suo meglio, almeno finora.

And Just Like That

Non è un segreto che una certa fetta dei internet abbia commentato negativamente la seria fino ad ora, e non farò finta di non sapere il perché: si concentrata troppo sui cliché legati ai vecchi, alcuni dialoghi sono risultati artificiosi e ovviamente ci sono stati molti difetti, soprattutto nel primo episodio, nel modo in cui è stata gestita la diversità, stereotipandola.
Ma l’episodio 5 mi ha ricordato perché molti di noi sono stati attratti dal franchise fin dal suo inizio proprio per la sua volontà di raccontare storie audaci su una demografia che non è spesso centrata con molta profondità. Alla fine degli anni ’90 e all’inizio del 2000, si trattava di donne single indipendenti (bianche, etero) sui 30 anni, e oggi sono (fortunatamente, non solo bianche, non solo etero) donne sui 50 anni. Questo show sa che quando le donne raggiungono una certa fase della vita – negli anni ’90 era semplicemente essere non sposate e trentenni, oggi è essere nel pieno della mezza età, sposate o no – sono percepite come ormai ben oltre il loro periodo migliore. Ma non importa. Questo è esattamente il motivo per cui questo show rimane importante.
Per quanto la serie originale sia stata innovativa a suo tempo, ha comunque portato ciascuno dei suoi protagonisti in una qualche versione di “felici e contenti”. Si mettevano insieme, alcuni si sposavano e forse avevano un figlio, e facevano le cose per bene, come doveva essere negli anni in cui è uscita.

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Ma nella nostra vecchiaia collettiva, molti di noi sono abbastanza saggi da sapere che quella non è la fine della storia di ogni donna. Forse le cose continuano a cambiare, e forse tutto quello che si pensava di aver capito finisce per non essere affatto come ce lo si aspettava. Probabilmente tutto questo è scomodo. Magari invece è un bene.

In questo senso, la fluidità sessuale di Miranda è una storia audace da raccontare, non solo perché un risveglio sessuale nella mezza età è una cosa importante, ma anche perché raramente vediamo una storia in cui una donna matura deve affrontare il fatto che ha ottenuto tutto ciò che ha sempre chiesto, e non ne vuole più. Cynthia Nixon è in una posizione avvantaggiata per raccontare questa storia, come il suo personaggio, una volta era sposata con un uomo con cui ha avuto dei figli, ma in seguito ha fatto coming out come queer. Sara Ramirez, che interpreta il Che, ha avuto un matrimonio eterosessuale e ha fatto coming out come bisessuale, più tardi, come nonbinario, identificandosi come non esclusivamente femminile o maschile. Ramirez, che usa pronomi non binari, si è separata dal marito all’inizio di quest’anno.
Forse è la capacità di Nixon e Ramirez di identificarsi così tanto con le esperienze dei loro personaggi che rende la scena d’amore davvero convincente. È eccitante ed erotica, specialmente considerando che è la prima volta dall’inizio della nuova serie che vediamo qualcuno dei personaggi fare sesso. Mi sembra essenziale includerlo in uno show che promette di ritrarre i resoconti a tutto tondo delle donne anziane. Inoltre è interessante vedere dove tutto questo potrebbe portare, Carrie riporta Miranda con i piedi per terra, ricordandole che è sposata.

A quel punto, scopriamo che Miranda sta lottando con più di una semplice attrazione per Che. “Sono infelice”, dice sopraffatta dalla tristezza. Odia il suo matrimonio, odia la sua vita e si sente intrappolata.
Questa è una storia resa ancora più avvincente dall’età del personaggio, adesso Miranda è sposata da più di due decenni, e il prezzo che deriva dall’aver soppresso così tanto di se stessa per così tanto tempo – in particolare, ultimamente, attraverso l’alcol – è palpabile. Miranda finalmente vede il bere come la toppa che ha messo finora e getta la sua scorta di alcolici nello scarico.

Ma c’è un antidoto a tutto questo dolore tardivo, lo vediamo attraverso Rose, la dodicenne figlia di Charlotte e Harry, che in questa epoca non sta perdendo tempo per cercare di trovare se stessa. Non si identifica come una ragazza (o almeno solo come una ragazza), e in questo episodio, comincia a chiamarsi Rock e a usare pronomi “loro”.
Harry e Charlotte sono sconvolti dalla potenziale transizione della loro bambina, ma soprattutto lo sono dal fatto che di questa nuova identità Rock lo ha detto a tutti, tranne che ai genitori. Non è chiaro se Rock sia sull’orlo di un cambiamento permanente o se Rose stia semplicemente provando una nuova esperienza. Carrie ricorda a Charlotte che anche se il percorso non è chiaro, sua figlia è fantastica, e “una Rosa con qualsiasi altro nome avrebbe lo stesso profumo dolce”.

Per la prima volta dalla morte di Big, vediamo Carrie nel ruolo di sostenitrice invece che supportata. È un segno sicuro che si sta riprendendo e sta andando avanti. Così come il fatto che la vediamo vestita per una grande serata – ovviamente con i tacchi – alla fine del quinto episodio di And Just Like That.