The Boys 3, sempre divertente, ma c’è più splatter che sostanza. Recensioni primi 3 episodi

La terza stagione di The Boys fa quello che lo show di Prime Video sa fare meglio, ma impallidisce rispetto all’arco narrativo serrato ed emozionante della seconda stagione.

The Boys 3

La terza stagione di The Boys fa quello che lo show sa fare meglio – tra scene disgustose, battute sboccate e pesanti critiche sociali – ma quest’ultima serie di episodi sembra preferire lo splatter alla sostanza. Tornando con otto episodi nuovi di zecca (rilasciati subito i primi 3 e in seguito i successivi ogni venerdì), The Boys offre una stagione che appare subito disomogenea e impallidisce rispetto alla narrazione serrata di quella precedente.

Ha ancora molto da offrire in termini di commenti sul genere dei supereroi ed è un’osservazione che vale la pena fare, soprattutto se si considera il quasi dominio del Marvel Cinematic Universe e del genere dei supereroi nel suo complesso. In definitiva, però, la terza stagione di The Boys vacilla quando si tratta di propulsione narrativa e di commento sociale sfumato, ma offre comunque una serie di episodi divertenti che la portano in nuovi luoghi interessanti.

La terza stagione di The Boys riprende circa un anno dopo gli eventi della seconda stagione, che hanno lasciato Patriota (Antony Starr) ancora più sclerato, Hughie (Jack Quaid) a lavorare per la segretaria/congressista Victoria Neuman (Claudia Doumit) e i ragazzi protagonisti, da cui prende il nome la serie, parzialmente sciolti.

Sorprendentemente, non è cambiato molto. Butcher (Karl Urban) dà ancora la caccia ai Super e Hughie è ancora convinto di poter distruggere lo Vought con mezzi legali e virtuosi. Naturalmente, le cose non stanno esattamente così e ben presto tutti i ragazzi si riuniscono di nuovo, mentre Patriota diventa sempre più maniacale e un nuovo sorprendente volto entra in scena.

The Boys 3

In vista della terza stagione di The Boys, gli attori coinvolti nello show hanno definito la prossima serie di episodi come la più folle di sempre. Jensen Ackles (che ha fatto il suo attesissimo debutto nel ruolo di Soldier Boy, la versione di Capitan America di questo universo) ha parlato del suo rifiuto di girare una determinata scena.

Lo showrunner e creatore Eric Kripke ha promesso scene sanguinolente e shock al limite del possibile. Si è detto che l’atteso episodio “Herogasm” avrebbe spinto i limiti di ciò che può essere trasmesso in televisione (anche su uno streaming senza restrizioni come Prime Video). A detta di tutti, nessuno di loro si sbagliava. La terza stagione di The Boys è folle come promesso per quello che abbiamo potuto vedere finora.

I primi tre episodi rilasciati sono a tratti ancora divertenti, ma lo show nelle prime puntate sembra voler superare se stesso senza approfondire gli aspetti che hanno reso la seconda stagione così forte.

Nei primi episodi della terza stagione di The Boys trovano i personaggi un po’ sparsi e questo si traduce in una mancanza di coesione narrativa, ritardare l’introduzione di Soldier Boy (che viene letteralmente tradotto come Soldatino e gli fa perdere molto fascino) non favorisce l’inizio della storia.

Nonostante ci si aspetti molto di più da “soldatino” di quello che abbiamo potuto vedere finora, la terza stagione sembra però avere un problema di villain. Starr offre un’altra eccellente e terrificante interpretazione di Patriota, ma non riesce a diventare più malvagio di quanto non sia già, facendo sì che il suo personaggio risulti un po’ stagnante mentre gli altri intorno a lui giocano continuamente al rimpiattino.

The Boys 3

Un aspetto interessante della terza stagione di The Boys è l’acquisizione di poteri da parte di Butcher grazie all’uso del Composto V modificato. La domanda su quanto si spingerà in là (e su quanto si lascerà compromettere) è una delle linee portanti e più curiose della stagione, che sembra effettivamente corrispondere al momento attuale.

Questa trama esamina e fa progredire il dilemma morale al centro della serie, consentendo allo stesso tempo momenti di puro divertimento che hanno senso nel contesto dello show. Butcher che taglia a metà un Super (e ne rimane completamente scioccato per averlo fatto) si sente più in linea con l’etica della serie rispetto a una quantità di momenti di violenza che sembrano inseriti a forza per il gusto di osare.

L’interessante dissezione di questo enigma etico, purtroppo, non si traduce in gran parte dei tentativi di commento politico e sociale della terza stagione di The Boys che, si spera vengano esplorati andando avanti con le puntate, in fin dei conti ne abbiamo ancora 7.

Quando la seconda stagione è stata rilasciata, molto di ciò che aveva da dire sui media, sulle fake news e sui megalomani ha avuto una certa risonanza perché era ricco di sfumature e inquietantemente preveggente. Nella terza stagione di The Boys, invece, le menzioni delle fake news, i parallelismi con l’era Trump e altri momenti che mirano a sviscerare le dinamiche razziali, di genere e di potere non sono ancora arrivate, ma sembra non ci sia nemmeno l’attacco per dare il via a questa trama.

The Boys 3

Alcuni momenti brillano (anche se brevemente) e illuminano problemi molto reali, ma la maggior parte gratta appena la superficie quando si tratta di dare uno sguardo a temi scottanti che dominano gran parte della conversazione culturale.

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The Boys, tuttavia, continua a eccellere quando prende in giro la cultura popolare e i media, questo potrebbe essere il valore aggiunto della serie che ci si aspetta possa essere portato avanti per tutta la durata della stagione.

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Per adesso la serie sembra essere rimasta indietro rispetto alle sue precedenti a livello di arco narrativo, di profondità dei temi trattati, soprattutto quando si tratta di denunce sociali, in favore di un grottesco spargimento di sangue che non sembra essere stato dosato.