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Half/Full i piatti specchiati che ti danno l’idea di sazietà con metà porzione

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Il detto “gli occhi mangiano più della bocca” è sicuramente uno dei più gettonati in quest’era dell’All You Can Eat. Tantissime volte capita di avere un appetito da leoni e di ordinare o cucinare porzioni megagalattiche e alla fine avanzarne la metà. Oppure per chi giustamente non riesce a sprecare neanche un granello di cibo, alzarsi dalla tavola con quella sgradevole sensazione di ubriachezza da cibo: nausea, giramenti di testa e precaria deambulazione.

Questo dimostra che per quanto abbiamo fame possiamo benissimo sfamarci con la metà del cibo che idealizziamo.
Proprio partendo dalla base di questo concetto, lo Studio Playfool ha progettato un set di stoviglie e posate dal nome Half/Full il cui scopo è proprio quello di farci mangiare la metà e darci la percezione di essere comunque appagati come se avessimo mangiato il doppio.

Grazie agli specchi, di cui sono fatte tutte le stoviglie, il cibo viene riflesso e sembra esattamente il doppio così il nostro cervello è appagato quando abbiamo finito quello che avevamo nel piatto. In teoria…

Oltre ad essere un ottimo metodo contro gli sprechi, visto che stiamo andando incontro a un’era dove il cibo potrebbe davvero scarseggiare per via della precaria agricoltura e del cambiamento climatico, questo delle stoviglie specchiate potrebbe diventare anche un grande alleato nell’imparare a moderare e porzionare al meglio i cibo e a rispettare nel modo migliore le diete, sempre se il nostro cervello riesce davvero a convincersi dell’illusione ottica. In effetti uno studio dell’Università di Tokyo ha rivelato che il volume apparente del cibo nel piatto riesce a influenzare la soddisfazione di chi sta per mangiare. Se il cibo sembra di più, il nostro appetito cresce, anche se poi ne mangiamo la metà.

Chi sa se questo set di piatti funzionerà davvero o rimarrà solo una collezione di design all’avanguardia. In qualsiasi caso, per saperne di più visitate il loro sito

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Alessandra Chiaradia

È nata a Milano ma ben presto è espatriata nella provincia. La Brianza è la sua casa, ma il suo cuore resta fedelmente Meneghino, ama la città che le ha dato i natali e, novella Sherlock Holmes, appena ne ha l’occasione ne svela i misteri, le meraviglie e anche qualche negozio.
In overdose di creatività, il ruolo di Art Director inizia a starle troppo stretto; abbandonati i pennarelli inforca la Bic. “Lunga la strada, stretta la via… avete detto la vostra, adesso dico la mia”, per aspera ad astra c’è stato l’upgrade: entra nella hall of fame dell’Albo. Giornalisti si nasce…