Non trovo più parole copertina libro

Come reagireste alla notizia di avere solo ancora una settimana di vita? Beh, sicuramente nasceranno in voi sconforto, paura, ansia, ma questo non accade al protagonista del libro di Cristina Leone Rossi, intitolato Non trovo più parole, edito da Bookabook. Edoardo Timbri è uno scrittore che sta per morire: gli resta da vivere solo una settimana, un tempo troppo ristretto per potersi abituare all’idea di morire e di lasciare tutto. Nonostante ciò, la reazione del nostro protagonista è del tutto inaspettata. Nessun isterismo, nessuna reazione spropositata, ma una lucida consapevolezza. Ne viene fuori un personaggio particolarmente interessante, che mostra una profonda sensibilità, fuori dal comune. «Una settimana. Un periodo di tempo ciclico della durata di 7 giorni, ciascuno dei quali è da intendersi come giorno solare medio costituito esattamente da 24 ore. Quante volte da ragazzo ho visto una delle tante settimane andare via come il vento senza nemmeno sentirne la traccia del suo passarmi oltre. Quante ne ho perse. Quante ho sperato di non vedere. Quante di non ricordarmene, una volta finite. Quando c’è la vita, una settimana è come un granello di sabbia perso in una spiaggia.  Insignificante e inutile. Impossibile notarne la presenza. Eppure, c’è. E la differenza la fa. Da bambino non lo capivo. A dirla tutta nemmeno mi ponevo questo genere di problemi. E invece ora? Dovrei? Che fare. Preoccuparmene? Trattarla alla stregua di quelle passate? Mah no. Non posso di certo farlo. O no?».

Non trovo più parole Cristina Rossi
Cristina Rossi

Il lettore, appena prende tra le mani questo romanzo e inizia a leggerlo, simpatizza subito con il protagonista, il quale si caratterizza per la sua tagliente ironia, strumento attraverso il quale Edoardo analizza la sua vita passata, quella presente e, soprattutto, su quella che non avrà più a disposizione. Cristina Leone Rossi ha dato vita ad una storia emozionante, come emozionanti sono i legami affettivi che il protagonista di questo romanzo fa emergere, il suo rapporto con i figli con una particolare attenzione alle cose importanti della vita. La carrellata di addii a cui Edoardo si sottopone, però, riguarda non solo persone, ma anche un elemento costante nella sua vita, la scrittura. Edoardo Timbri, infatti, è uno scrittore e la parola ha rappresentato nella sua vita una costante e ha assunto un significato preponderante. Per lui, quindi, è importante prendere commiato anche da essa, che ha sempre dato senso a tutto.

Il finale è sorprendete, vi lascerà senza parole e non ve lo aspettereste per nulla. Ci si arriva con una lettura fatta tutta d’un fiato, grazie ad uno stile leggero, veloce, privo di fronzoli. A volte è ridotto all’essenziale, d’altronde rispecchia benissimo quel tempo che sta per scadere, dove ogni attimo è l’ultimo e irripetibile e per questo non va sprecato.

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